Tavolo a Roma per l’alternativa scatta il pressing per la proroga

Una piattaforma per il premier: "Le Province non sono pronte, abbiamo bisogno di altro tempo"
1 ottobre 2010 - lu.ro.
Fonte: Il Mattino

Non solo il ministro Prestigiacomo ha fatto il punto sull’emergenza rifiuti annunciando l’altolà su una nuova discarica a Terzigno. I parlamentari del Pdl campano, gli amministratori locali e anche il presidente della Regione Stefano Caldoro ieri hanno lavorato sodo. Nella sede del Popolo delle libertà romano hanno aperto il tavolo dell’alternativa a Terzigno proseguito poi in serata a Napoli nella sede della Provincia di Piazza Matteotti con i sindaci dei comuni vesuviani. Cosa è venuto fuori? Paolo Russo, deputato del Pdl che all’incontro ha partecipato illustra la situazione. Molta la carne al fuoco. «L’emergenza riguarda solo Napoli ed è colpa del Comune, questo è il primo dato. Un Comune che dovrebbe andare a casa. Questo è un dato strutturale è l’unica certezza di questa emergenza che non appartiene a tutta la regione». Riguardo alla piattaforma che verrà sottoposta al premier Silvio Berlusconi Russo racconta l’animata discussione che alla fine ha visto tutti d’accordo: «Al di là del Comune di Napoli ci sono le vicende strategiche che non possono non essere considerate». La prima secondo il deputato è la proroga alla cosiddetta provincializzazione della gestione del ciclo dei rifiuti. «Non riesco a capire il perché di certe resistenze. Al momento le province tranne quella di Avellino non sono pronte. Il paradosso è che i Comuni non vogliono cedere ancora le loro competenze e le Province sono d’accordo. Perché farci del male da soli? La proroga non solo serve è necessaria». Russo non manca di bacchettare il governo. «È indecente che non si sia provveduto ancora a erogare i fondi a quei comuni virtuosi che hanno effettuato la differenziata e neanche a quelle popolazioni che sono costrette a convivere con i rifiuti». Il piatto forte del tavolo è proprio la questione discariche. Fare o non fare una seconda discarica a Terzigno? «Terzigno è prevista per norma non si deroga da questo principio - sottolinea il deputato - è evidente che se si trovano altre soluzioni che allungano la vita delle discariche esistenti magari gestendole un po’ meglio si potrebbe agire diversamente e aprire un altro discorso. E penso appunto a quelle già esistenti a Terzigno e a Chiaiano». Cosa significa con precisione quanto definito dal tavolo al riguardo? Il ragionamento è semplice. Servono 20-24 mesi per costruire il termovalorizzatore di Napoli e mettere a punto gli altri impianti della provincia di Napoli che serve 3,5 milioni di persone. Sono 800mila, forse un milione le tonnellate che nell’arco di questo tempo possono essere conferita a discarica. Terzigno e Chiaiano hanno questa facoltà. Se passa questa tesi allora non si farà la seconda discarica a Terzigno. Ma l’intero meccanismo deve funzionare come un orologio svizzero pena il pericolo di una nuova e reale emergenza rifiuti. «E - conclude Russo - bisogna mettere mano al patto di stabilità. Non è possibile avere i fondi e non poterli spendere». Da Avellino, l’unica provincia che non ha chiesto la proroga è quella presieduta da Cosimo Sibilia: «Dal tavolo è emerso che il principio della provincializzazione dei rifiuti. In ogni caso mai e poi mai accetteremo rifiuti da altre province. Solo perché siamo pronti, non possiamo pagare i ritardi degli altri».

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