Battaglia per la monnezza

Criminalità? I cittadini: lottiamo per il parco nazionale e l'economia Scontri e feriti alla manifestazione contro la discarica nel comune vesuviano
25 settembre 2010 - Adriana Pollice
Fonte: Il Manifesto

Il pomeriggio le prime tensioni tra manifestanti e forze dell'ordine, poi la sera di giovedì, quando era ormai buio, le cariche e i lacrimogeni, con feriti da entrambe le parti: il vice questore Sergio Di Mauro colpito al labbro da un sampietrino e quattro manifestanti alla testa. Due gli autocompattatori dati alle fiamme tra Via Panoramica e Via Zabatta.
A Terzigno da mesi è in atto uno scontro durissimo da mesi. Ora arriva una brusca accelerazione, con le colonne di automezzi che arrivano alle undici di sera e vengono fermate dalla popolazione. Così la notte le strade di accesso all'ex cava Sari si trasformano in campi di battaglia fino alle prime luci dell'alba. Ieri mattina, alla fine, un centinaio di mezzi sono riusciti a sversare.
Cariche di alleggerimento le chiamano, in realtà sono la parola fine a qualsiasi dialogo tra stato e comunità locali. Anche ieri notte, probabilmente, la tensione sarà salita e continuerà a succedere. Alfredo Mantovano, chiama in causa organizzazioni camorristiche e gruppi anarco-insurrezionalisti: non ci sono riscontri ma non si può escludere, dichiara il sottosegretario all'interno. «Mantovano dice che dietro c'è la camorra? - ribatte Gennaro Langella, sindaco di Boscoreale - è solo un modo per far intervenire l'esercito, spazzarci via e procedere con la più grande discarica d'Europa in pieno Parco nazionale del Vesuvio. E io sono un sindaco di destra. L'economia della zona così in ginocchio che i primi riflessi stanno arrivando anche a Pompei, lontano da Terzigno, e infatti anche loro sono in lotta con noi». Il sindaco stamattina comincerà lo sciopero della fame, appuntamento nella piazza principale dove è stata allestita una tenda.
Per capire cosa sta accadendo bisogna aggiungere un dato: l'ex cava Sari, attualmente in funzione, riesce a ingoiare 800mila tonnellate di talquale. Nonostante i toni trionfalistici del governo, il ciclo dei rifiuti non è mai stato completato e così lo sversatoio, come Chiaiano, è prossimo all'esaurimento. Il decreto legge del 2008 individua nella cava Vitiello, accanto alla cava Sari, la sede di una nuova discarica, stiamo parlando di uno sprofondo in grado di assorbire 3 milioni di metri cubi di spazzatura per dieci anni. Fatta sparire l'immondizia, si può gridare di nuovo al miracolo ma nessuno da queste parti crede che si possa un giorno arrivare poi alla bonifica. Un disastro ambientale in pieno parco, con la possibilità concreta che si stia smaltendo immondizia speciale, pericolosa per la salute.
«Vedo un tentativo di strumentalizzare una situazione che dovrebbe essere in teoria sotto controllo»: Guido Bertolaso anche ieri negava l'evidenza. «Abbiamo sempre detto che bisogna aprire altre discariche: fu fatto un decreto legge, poi convertito nel luglio 2008, che prevede l'apertura di alcune discariche. Si parla di Terzigno e altre due cave utilizzabili. A Terzigno - ha proseguito Bertolaso - ci sono stati degli scontri e il presidente della Provincia di Napoli, Cesaro, ha dichiarato che non vuole aprire Cava Vitiello? Se davvero non vuole farlo, va contro la legge. C'è l'articolo 9 che parla della cava Vitiello, chiunque dica che quella cava non si può aprire va contro la legge» e punto.
Certo sfugge al sottosegretario che esiste una normativa comunitaria, di grado più elevato della legge ordinaria italiana, che vieta discariche di indifferenziato in aree protette. Un coro di risposte a Betolaso da tutte le opposizioni. «Il sottosegretario ha detto che c'è qualcosa di poco chiaro - la replica di Pierferdiando Casini - venga in Parlamento e spieghi che cosa c'è di poco chiaro. Se c'è la connivenza della camorra con qualche sottobosco istituzionale vogliamo saperlo» e qui saranno fischiate le orecchie a Nicola Cosentino. Ironico anche Bersani: «Pochi giorni fa Berlusconi ha raccontato al quotidiano francese Le Figaro di aver fatto il miracolo dei rifiuti, della ricostruzione in Abruzzo e della crisi Alitalia. Ma le bugie hanno le gambe corte».
A Napoli, invece, la situazione pare in via di normalizzazione. Giovedì notte la raccolta è ripresa regolarmente, con i mezzi di EnerAmbiente scortati dalla questura, dopo il blitz del pomeriggi con 46 compattatori danneggiati. Per strada rimangono 700 tonnellate di arretrato, con i doppi turni di raccolta l'emergenza dovrebbe rientrare entro una settimana. «Sono usciti tutti i mezzi di raccolta, anche quelli senza parabrezza e senza fari, distrutti dal raid. Il personale ha avuto un grande senso di responsabilità» sottolinea l'assessore all'igiene Giacomelli.

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