Acerra, impianto a regime solo a Natale «Ma l’emergenza non è colpa nostra»

Termovalorizzatore, la replica della A2A: "Ferme 2 linee su 3 ma è manutenzione ordinaria"
28 settembre 2010 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Acerra. L’esercito continua a presidiare l’impianto. E così sino al 31 gennaio, a meno di proroghe. Ma non c’è molto da fare per i militari di stanza presso il termovalorizzatore: ormai niente manifestazioni, zero cortei da parte degli acerrani che hanno rinunciato pure alla protesta già organizzata per ieri mattina. Lavorano più i girdinieri alle prese con la potatura delle siepi. Tutto procede nonostante l’impianto entrerà di nuovo a pieno regime solo a Natale: perché ad oggi funziona solo una linea su tre. Per la 2 se ne parla a fine ottobre, per la 3 intorno al 20 dicembre. «Manutenzione di routine», non si stanca di ripetere Antonio Bonomo, ad di Partenope Ambiente la società dell’A2A che gestisce l’impianto. E giù con una sfilza di numeri per ribattere a chi, in questi giorni ha tentato di tirare in ballo tra le cause dell’ultima crisi rifiuti anche l’impianto inaugurato in pompa magna dal premier nel marzo dell’anno scorso. «Non c’entra assolutamente nulla. Quando abbiamo lasciato la Campania - spiega Nicola Dell’Acqua della Protezione civile - c’era una capienza autorizzata per almeno 4 anni. Le discariche da aprire? Il decreto che le prevede è stato convertito con una maggioranza molto ampia. Tutta la gestione ora è alle province, tocca a loro risolvere la situazione». Già. Peccato che quelle di Napoli e Caserta, in particolare la prima, siano finite in un cul de sac. Non è affar loro, dicono in sostanza. E d’altronde la visita all’impianto, decisa direttamente da Guido Bertolaso sabato pomeriggio, mira a proprio a questo: dimostrare che qui ad Acerra, sempre manutenzione a parte, tutto funziona regolarmente. E, soprattutto, che l’ultima crisi sia determinata solo da un problema di raccolta a Napoli e di ordine pubblico a Terzigno. Viene ridimensionato anche il rischio che, sempre a causa di quest’impianto, debba essere necessario trovare altre piazzole dove sistemare le balle prodotte dagli Stir. «Acerra doveva bruciare al giorno 1436 tonnellate, quanto esce dagli impianti», dice Dell’Acqua. Già, ma oggi con solo una linea in funzione? «Ne bruciamo 700 da due settimane, ma non abbiamo problemi di abbancamento», dice Dell’Acqua girando lo sguardo verso il piazzale colmo a metà. I numeri, infine, proiettati su una serie di slide per spiegare (di nuovo) sempre lo stesso concetto: «L’impianto fa esattamente quello che deve fare», spiega di nuovo Bonomo prima di illustrare i numeri e fare i paragoni con l’impianto di Brescia partito con 196mila tonnellate bruciate nel ’98 ed oggi (con la quarta linea, però) è a oltre 800mila tonnellate. «A pieno regime, ma ci entreremo solo tra un paio di anni, dovremmo bruciare 600mila tonnellate ogni 12 mesi. A ieri sera erano 397mila». E sono 588mila tonnellate da marzo 2009 ad agosto scorso producendo più di 590mila megawatt di elettricità. Ma una stima per la fine dell’anno? A quanto contate di arrivare? «Non diamo numeri», poi si scioglie: «500mila». Si vedrà. Restano i dettagli tecnici degli interventi ai camini della linea 2 e 3. Qualcuno ipotizza 12 milioni di euro di spesa per metterli a norma. Non dà cifre Bonomo ma entra nei dettagli: «Partiamo dal presupposto che a Brescia proprio qualche giorno fa è terminato uno stop completo di 2 settimane. Ad Acerra, la manutenzione della linea 3 era già programmata, quella della 2 (dove c’è stata un’usura delle pareti refrattarie, ndr) è stata solo anticipata di due settimane per una corrosione, già prevista, ai camini. Ma nulla di stravolgente». Poi il tema delle emissioni su cui polemizzano i comitati e le associazioni. «Sono molto, molto al di sotto dei limiti di legge», dice Bonomo mostrando l’enensima slide. Ma lui la mangerebbe tranquillamente la verdura o gli ortaggi che si producono qui intorno? «Non avrei problemi», giura.

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