Subito i termovalorizzatori a Napoli e Salerno

L'accelerazione di Caldoro: "Gli appalti pronti a breve. Quello della zona Est entro 30 giorni"
28 settembre 2010 - Gianni Colucci
Fonte: Il Mattino

Pontecagnano. Altri due termovalorizzatori per la Campania e un sempre più reale ricorso ad altre discariche per i prossimi due anni. «Non c’è alternativa». È questo l’orizzonte entro cui si muove il presidente della Regione Caldoro. Che ammette: «Quella attuale non è un’emergenza strutturale, ma solo legata alla raccolta. Un problema di funzionalità c’è e riguarda Napoli». La prospettiva è quella di due gare d’appalto per i termovalorizzatori di Napoli est e di Salerno. Il primo già entro una trentina di giorni. «Ma la realizzazione degli impianti richiederà circa tre anni. Abbiamo discariche capienti solo per i prossimi dodici mesi, dunque dobbiamo prepararci ad utilizzare altre discariche. I rifiuti tal quale diminuiranno solo quando avremo a regime i siti di compostaggio e i tre termovalorizzatori». Quali discariche? «Quelle che indica la legge». E, in particolare in provincia di Salerno, dunque, si può ragionevolmente prevedere che gli impianti di Serre possano nuovamente essere messi in attività. Intanto sono al lavoro gli uffici legali «Dobbiamo fare presto. Due gare d’appalto, per Salerno e Napoli Est possono partire a breve - dice il governatore - abbiamo recuperato il ritardo. Su Napoli è stata conclusa la fase delle concessioni e dell’acquisizione dei suoli e siamo in grado di partire tra 20-30 giorni per le gare». Nonostante una querelle che si è aperta tra amministrazione provinciale e sindaco di Salerno, Caldoro ritiene che anche su Salerno ci siano le condizioni per cominciare subito a lavorare. «So che si disputa sui terreni di Salerno, e su chi debba fare l’impianto. Bene, io dico che c’è una legge che dà indicazioni univoche. Per legge, com’è noto, sono le Province in prima linea. Si possono trovare altre forme, ma prima va trovata un’intesa istituzionale come è accaduto a Napoli tra Provincia, Comune e Regione con un protocollo. L’interesse generale sopravanza ogni cosa». Su Salerno, insomma, la posizione di Caldoro è partire subito con la gara anche perchè «quando saranno a regime tre termovalorizzatori e gli impianti intermedi si sarà usciti dall’emergenza. Nessuno ha interesse a fare il muro contro muro, prevarrà la ragionevolezza, è nell’interesse di tutti». E se la legge dice chi deve fare cosa, secondo il governatore, «non ci sarà bisogno nemmeno di mediazioni». Nel frattempo ci aspettano tre anni che non saranno una passeggiata: «Abbiamo anni di ritardo. Sappiamo che ci vorranno tra i 36 e i 48 mesi per realizzare gli impianti e nel frattempo le discariche servono e non c’è soluzione alternativa». Poi con termovalorizzatori e differenziata ci sarà poco tal quale da avviare in discarica. Oggi le discariche aperte in Campania assicurano un’autonomia che non va oltre i dodici mesi. I conti sono presto fatti. Va poi affrontata la situazione giorno per giorno. Caldoro si sente sicuro: «Non c’è crisi strutturale». Piuttosto esiste un problema occupazionale: «Oggi abbiamo centinaia di unità in esubero ma che serviranno solo a regime, dunque in futuro. Oggi non servono, sono in più, e non ci sono i soldi per pagare». Inoltre il governo regionale deve trovare le risorse per indennizzare i comuni che accettano gli impianti. L’impegno è anche che Acerra nei prossimi due anni funzioni con continuità. «Grande attenzione alla manutenzione, un blocco per ragioni tecniche è sempre possibile. E sarebbe la crisi». Circa i problemi di oggi, Caldoro spiega che «un’azienda s’è fermata a Napoli, c’è stata un’aggressione e sono stati distrutti 60 mezzi. Si sta indagando e il sospetto è che ci sia la malavita organizzata dietro e so che la magistratura sta facendo il proprio lavoro».

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