Spazzatura anarchica e camorra

Rabbia Lanci di pietre, aggressioni, spari, camion distrutti e roghi: scenari di guerra. Accumulate a Napoli 1400 tonnellate d'immondizia. Scatta il piano d'emergenza: "In 7 giorni si torna alla normalità".
25 settembre 2010 - Angelo Perfetti
Fonte: Il tempo

Volti coperti, lanci di pietre, feriti, scontri per le strade della città, spari (di lacrimogeni), fiamme e roghi. Non è la descrizione di Beirut in un «qualsiasi» giorno della guerra civile né l'ultimo reportage dalla Striscia di Gaza. Lì non c'è immondizia. E' Napoli, assediata da cumuli di rifiuti non raccolti: 1400 tonnellate, per l'esattezza, ammassate per vicoli e periferie. Poi una notte di guerriglia e buona volontà, di scontri e forzature per prelevare tutto e portarlo nelle discariche aperte. Restano ancora 700 tonnellate a marcire sotto le finestre delle abitazioni. Un film già visto. E qualcosa non quadra. Ne è convinto Guido Bertolaso, capo della Protezione civile, che parla esplicitamente di «un lavorio molto sospetto attorno a Terzigno, i mezzi vengono bruciati, l'Asia (Azienda per i Servizi di Igiene Ambientale, ndr)  che non raccoglie la spazzatura. Noi non faremo sconti a nessuno e tutto quello che non funziona lo denunceremo». Il capoluogo partenopeo è ripiombato nell'emergenza, ma secondo Bertolaso lo si deve «a comportamenti specifici che nulla hanno a che vedere con gli impianti per lo smaltimento della spazzatura». E attacca il presidente della Provincia di Napoli, Cesareo, che si è detto contrario ad aprire la discarica di Terzigno (che si è trasformata in campo di battaglia, letteralmente): «Se davvero non vuole farlo, è contro la legge. Nel decreto, poi convertito nel 2008 e approvato anche con i voti dell'opposizione, c'è l'elenco delle discariche da realizzare, e in quell'elenco c'è Terzigno cava Vitiello!».
Dietro le proteste l'ombra della camorra, ma anche l'azione di gruppi anarco-insurrezionali o dell'area dell'antagonismo, «con l'obiettivo - sostiene il sottosegretario al ministero dell'Interno, Alfredo Mantovano - di aizzare la protesta sociale mettendo un Comune contro l'altro o comunque impedendo l'individuazione dei siti e lo stoccaggio dei rifiuti». Una protesta che ha portato a devastare i camion di trasporto, ad appiccare roghi per finire con un lancio di pietre che ha mandato all'ospedale un vice questore. Come uscirne? Sono iniziate le «scorte dinamiche», cioè la bonifica del percorso previsto per i camion prima del passaggio degli stessi: tecniche militari da teatri di guerra. Per il sindaco Iervolino «dobbiamo dire grazie ai dipendenti di Enerambiente che non si sono lasciati intimorire». Entro una settimana - assicurano le Istituzioni - tutto tornerà alla normalità.

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