Raid e incendi ci sono i nomi oggi vertice dei pm

Svolta nelle indagini sugli assalti ai mezzi
Nel mirino infiltrati dei gruppi antagonisti
27 settembre 2010 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Un vertice in Procura per fronteggiare l’emergenza rifiuti. Un faccia a faccia tra i magistrati e gli investigatori impegnati da giorni sui diversi fronti aperti dalle proteste di piazza e dagli inquietanti episodi culminati nel danneggiamento di numerosi automezzi compattatori per la raccolta dei rifiuti solidi urbani. L’appuntamento è fissato per questa mattina al Centro direzionale. In Procura. Nello studio di Aldo De Chiara, procuratore aggiunto e coordinatore della sezione Ecologia dell’ufficio inquirente napoletano salirà alle 10 Filippo Bonfiglio, il dirigente della Digos della Questura di Napoli. Non sarà un incontro di routine. Bonfiglio consegnerà al magistrato che dirige il pool di pubblici ministeri specializzati nel settore ambientale una informativa, un voluminoso dossier che offre il quadro più aggiornato della situazione. Una situazione in movimento, e per nulla tranquilla. Ma procediamo con ordine. Gli interrogativi. Sono molte le domande che restano ancora senza risposta, in questo nuovo momento di emergenza ambientale. Ci si chiede innanzitutto perché la città sia di nuovo sommersa da montagne di sacchetti della spazzatura; e - dunque - quali siano i motivi della raccolta dei rifiuti che avviene a macchia di leopardo. Il servizio funziona per le aree affidate dagli operatori di Asìa, decisamente peggio va per quelle di competenza Davideco-Enerambiente. Seconda questione, gli scontri di piazza e i blocchi degli accessi ai siti di discarica. Ci sarà da lavorare, e molto, per capire quante e quali responsabilità siano da addebitare. Parafrasando la sintesi fatta dal questore di Napoli, Santi Giuffrè, con una efficace metafora bisogna insomma individuare «chi ha acceso il fuoco delle proteste e chi ha versato su quel fuoco la benzina per alimentare le tensioni». Tre Procure. Sono tre le Procura già attivamente al lavoro per individuare i casi penalmente rilevanti da perseguire. C’è l’uficio inquirente di Napoli, diretto da Giovandomenico Lepore; Torre Annunziata, competente territorialmente per i fatti verificatisi a Boscoreale, e Nola per quelli relativi alla discarica di Terzigno. Da oggi si entra nel vivo delle inchieste. Presto potrebbe esserci anche un incontro tra i vari pubblici ministeri impegnati sui vari fronti, per favorire il coordinamento investigativo. Gli scenari. La sensazione, al momento, è che l’emergenza sia destinata a durare ancora, almeno, per i prossimi giorni. Ma dagli inquirenti giunge un invito alla cautela, a non azzardare ipotesi investigative che al momento non sono ancora supportate da elementi concreti. Rispetto ai blocchi stradali e agli scontri con le forze dell’ordine si può dire che la maggior parte dei manifestanti risulterebbero estranei a collegamenti con ambienti della criminalità organizzata. E tuttavia, nella massa di gente comune che è scesa in strada si potrebbe essere infiltrato qualcuno. Non più di dieci-venti persone, quasi sicuramente vicine agli ambienti dei movimenti antagonisti, sulle quali si concentra ora l’attenzione degli investigatori. Passando invece al danneggiamento dei mezzi di raccolta, avvenuta nei giorni scorsi, tra mercoledì e giovedì, la pista appare invece abbastanza chiara, e porta ad alcuni soggetti che prestano servizio in Enerambiente. I reati. È lungo l’elenco delle contestazioni che i pubblici ministeri napoletani sarebbero pronti a contestare ai primi, eventuali soggetti indagati nell’ambito dei fatti dei quali si è detto. Reati che vanno dal danneggiamento all’interruzione di pubblico servizio, dalla violenza alle lesioni, alla resistenza a pubblico ufficiale. Nel frattempo i camion compattatori che escono di notte restano scortati. Impegnati in questi singolari servizi di affiancamento ai compattatori sono le volanti della polizia, le gazzelle dei carabinieri e le auto della polizia municipale, così come stabilito dal piano di riunione tecnica coordinato dalla Prefettura.

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