«Compostaggio e differenziata Altrimenti il ciclo non si chiude»

26 settembre 2010
Fonte: Il Mattino Caserta

«Da tanti, troppi anni, in Campania, quando si parla di rifiuti, si discute solo dello stadio finale dello smaltimento. Cioè quando i rifiuti sono accumulati per strada - si legge in una riflessione del Wwf - e si deve provvedere alla raccolta ed al trasferimento degli stessi per toglierli, giustamente, dagli ambienti urbani». Si tratta - osserva l’associazione ambientalista - di un modo di ragionare assurdo, improduttivo e fuorviante, che ha generato finora le tante emergenze catastrofiche di questi ultimi anni. La nostra società ha pensato di sbarazzarsi dei rifiuti stipandoli nelle discariche e sotterrandoli, e oggi si insegue il mito dell'incenerimento, sperando che i rifiuti possano sparire d'incanto. Visto però, come tutti sanno che in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, l'unica soluzione realmente efficace è «attuare una seria e sistemica politica dei materiali, fondata sulla riduzione della produzione di rifiuti e sul recupero di materia attraverso la selezione alla fonte. Solo dopo aver definito ed attuato raccolta differenziata spinta si potrà discutere dello smaltimento della quota residuale dei rifiuti». E si scoprirà che un inceneritore crea più problemi di quanti ne risolva. Inoltre, osserva il Wwf, si deve realizzare ancora un anello importantissimo del cosiddetto ciclo integrato dei rifiuti rappresentato dagli impianti per il trattamento della frazione umida dei nostri rifiuti: che siano compostaggio (biofermentazione in presenza di ossigeno), o biodigestori anaerobi (fermentazione in assenza di ossigeno) o forme miste (compogas, etc.) «abbiamo assolutamente bisogno innanzitutto di questi impianti per poter affrontare serenamente il futuro dello smaltimento»

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