Nella galleria Quattro Giornate ritornano i rifiuti ingombranti dopo ogni bonifica

Caos Piedigrotta la mega discarica nascosta nel tunnel

23 agosto 2010 - Claudia Marra
Fonte: Il Mattino

Tunnel di Piedigrotta Un degrado che periodicamente torna alla ribalta. Una discarica segnalata più volte. Più volte ripulita, ma puntualmente riformatasi. Insomma agli incivili interessa più un tunnel come sversatoio di rifiuti che per un regolare collegamento tra Piedigrotta e Fuorigrotta. Accade nella Galleria delle Quattro Giornate. E quando più il buio si fa intenso, più si riescono a gettare rifiuti di grande entità, porte, infissi, mobili, interi guardaroba. Accade, ancora una volta, a Napoli. Questa volta ad essere recidiva è la Galleria di Piedigrotta: qui saranno mesi che giunge l'Asia con i camion più grandi che ha, ripulisce e riparte. E puntualmente all’indomani lavatrici, vecchie reti di materassi, divani, porte e stipiti, frigoriferi e vecchi computer tornano a spadroneggiare, a reimpossessarsi del marciapiedi a destra, avanti all’ingresso del cantiere per la linea 6 della metro che si trova verso la metà della galleria in direzione Fuorigrotta. Accade nella parte più nascosta della grotta di Piedigrotta, perché non accessibile alla vista dei veloci automobilisti attenti alla guida, perché lì per vedere quei rifiuti bisognerebbe guidare guardando indietro. O di lato, a destra. Perché il marciapiedi destro del tunnel è, per un centinaio di metri completamente nascosto da vecchie e grosse ante di balconi, divani bruciati, gabinetti e lavandini, reti metalliche, bidoni di pitture, sacchetti di immondizia accatastati, cartoni e carte sporche, materassi e copertoni bruciati che ancora sprigionano gas tossici come fotografato dal nostro Sergio Siano. File di «munnezza» che impediscono anche l’ingresso agli operai del cantiere. Immondizia talmente ingombrante che così come, gettata a terra, forma una barriera insormontabile. Una galleria lasciata al totale abbandono, perfino gli angoli all’ingresso diventano meta di rifiuti, a cominciare da vecchi passeggini per bambini che, dallo strato di polvere, saranno lì da molto tempo. Roba vecchia della quale evidentemente è facile disfarsi per strada, in una grotta dove è difficile che qualcuno ti fermi, ti controlli, in uno slargo creato per forza di cose da un cantiere, ma per volere degli incivili trasformato in uno sversatoio di munnezza. Che, se non si vede, però subito giunge al naso. Una storia che va avanti da mesi. Si spera che il degrado si fermerà quando il cantiere verrà smontato. Anche se, conoscendo i napoletani, degrado e rifiuti si sposteranno soltanto, in un altro posto facile da raggiungere e nel quale poter sversare di tutto a proprio piacimento. Eppure anche ad agosto il numero verde dell’Asia (800161010) per la rimozione degli ingombranti è rimasto attivo. Ma in pochi chiamano. In qualche caso c’è anche la paura di essere beccati e costretti a pagare la Tarsu, la tassa sui rifiuti. A inizio settembre, dal 2 al 12, per dieci giorni torna la festa di Piedigrotta. Saranno in migliaia i napoletani e i turisti che affolleranno le strade a monte di Mergellina. E la grotta delle Quattro Giornate, già normalmente transito di migliaia di automobilisti, sarà una delle strade più trafficate in quei giorni. Sarebbe un peccato se Napoli offrisse, nonostante tutti gli sforzi, ancora una volta un’immagine non degna di una capitale della cultura. Basterebbero, oltre naturalmente a una maggiore civiltà della gente, un po’ di controlli una volta ripulita la zona.

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