Rifiuti, la crisi infinita torna in Parlamento

Oggi le audizioni della Bicamerale sulle ecomafie: impianti e ristori economici i nodi
6 luglio 2010 - Lorenzo Calò
Fonte: Il Mattino Caserta

L’emergenza ambientale in Campania torna all’esame del Parlamento. Oggi infatti la commissione bicamerale d’inchiesta sul ciclo dei rifiuti e sulle ecomafie - presidente Gaetano Pecorella - ha convocato per un’audizione il presidente della Regione Stefano Caldoro e i sindaci di San Tammaro Emiddio Cimmino e di Santa Maria la Fossa Antonio Papa. Nella stessa seduta sarà ascoltato anche l’assessore regionale all’ambiente Giovanni Romano. Del resto, che in Campania la fase emergenziale - nonostante le previsioni normative e le nuove disposizioni entrate in vigore a inizio anno - fosse tutt’altro che chiusa, la stessa commissione bicamerale l’aveva verificato in occasione della missione in provincia di Caserta avvenuta a metà maggio. Ed è proprio in seguito alla trasferta nel Casertano che l’organismo parlamentare era giunto alla conclusione che, superata la fase del commissariamento, il problema rifiuti in Campania e, spiccatamente, nelle province di Napoli e Caserta, dovesse considerarsi ancora aperto. Dunque, secondo la Bicamerale, occorre almeno un supplemento di conoscenze e, soprattutto, di indicazioni per comprendere in maniera compiuta quali potrebbero essere le soluzioni a lungo termine e le possibili vie d’uscita nell’immediato. Ecco anche perché nei prossimi giorni la commissione ha deciso di riconvocare anche l’ex sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso: l’ufficio di presidenza punta a risentirlo entro fine mese per potersi poi dedicare alla redazione della prima relazione al Parlamento sulla quale, è l’auspicio di Pecorella, si potrebbe arrivare anche a un unico documento, condiviso da tutte le parti politiche. La gravità della situazione è tale - è il ragionamento - che la presa d’atto degli innumerevoli problemi ancora da risolvere (da quelli organizzativi e strutturali relativi al Consorzio, a quelli giudiziari, a quelli concernenti la realizzazione degli impianti) non ammette distinguo di «colore» politico. Ma quali saranno i temi al centro delle audizioni di oggi? In principal modo il nodo degli impianti visto che nell’area limitrofa San Tammaro-Santa Maria la Fossa è concentrata la cosiddetta «cittadella del ciclo dei rifiuti» con il maxi-sito di Maruzzella, la ex discarica di Ferrandelle e l’area individuata per la realizzazione della struttura di compostaggio. In quella stessa zona, tra l’altro, il precedente progetto varato dal ministero dell’Ambiente (poi accantonato dalla struttura commissariale durante la gestione Bertolaso) prevedeva la costruzione di un termovalorizzatore. Ed è proprio sulla dotazione impiantistica - la cui gestione le nuove norme affidano alla Gisec, società provinciale costituita ad hoc - che la Bicamerale si era soffermata durante la missione dello scorso maggio, riservandosi poi un ulteriore approfondimento. «Perché senza impianti - aveva detto Pecorella - è difficile immaginare una via d’uscita. Né la soluzione può essere costituita dall’insediamento di sole discariche». «Tratterò essenzialmente di tre questioni – ha dichiarato Papa - In primo luogo della bonifica di Parco Saurino I e II, del quale sono stati recuperati fondi Por 2000–2006 e individuato l’ente attuatore nella Provincia di Caserta. Sottoporrò all’attenzione della Commissione la questione di Ferrandelle, che doveva essere un sito di stoccaggio provvisorio e che, pertanto, a oggi avrebbe dovuto già essere svuotato avendo superato i termini di legge circa la permanenza dei siti di stoccaggio. Illustrerò la situazione legale del mancato pagamento delle quote di ristoro. Il comune di Santa Maria La Fossa è creditore di circa 2 milioni di euro. Per il recupero di tale credito il Comune ha dovuto incardinare un procedimento giudiziario che attualmente pende davanti al Tar». Intanto ieri situazione esplosiva a Mondragone: da giorni l’immondizia non viene raccolta e il sindaco Cennami ha scritto al prefetto di Caserta Ezio Monaco minacciando un esposto in Procura contro il Consorzio unico.

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