Acque reflue, sequestrato l’impianto di Teano

Operazione dei militari del Noe
la struttura di proprietà comunale è gestita da un'azienda esterna
2 luglio 2010 - Elio Zanni
Fonte: Il Mattino Caserta

Teano. Ambiente e inquinamento, sequestrato ieri dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico l’impianto di depurazione delle acque reflue urbane di Teano. Si tratta dell’unica installazione funzionate sulle sette necessarie, progettate e mai realizzate nella città dello storico incontro. L’impianto è ubicato in prossimità del Rione Pastene. Raccoglie, controlla e depura (o almeno ciò è previsto che faccia e nelle more delle leggi in materia) la maggior parte delle acque nere prodotte dai residenti di Teano centro capoluogo. Il dispositivo è di proprietà comunale, anche se gestito in concessione dalla società Syeco di Maddaloni. Ebbene, dal punto di vista tecnico sarebbe stata riscontrata una disfunzione nel processo di chiarificazione delle acque. Ma i carabinieri del Noe hanno messo a verbale anche pecche documentali. Come l’assenza dell’autorizzazione provinciale allo sversamento, anche se il relativo bollettino era stato regolarmente pagato. Segno evidente di regolari richieste di rinnovo dell’autorizzazione, partite dal Comune ma rimaste senza risposta da parte degli uffici provinciali di riferimento. Il sequestro, con la clausola della «concessione alla prosecuzione dell’attività, con la prescrizione delle riparazioni e l’accesso consentito solo al personale Syeco e ai tecnici comunali» è stato disposto, dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere a conclusione di un’indagine condotta dal Noe in collaborazione con l’Arpac e su autorizzazione del pm Silvio Marco Guarriello. Tutto sarebbe partito dalla scoperta di tracce di fanghi inquinanti che dal fiume Savone si riversano nel Volturno per raggiungere una meta dal nome emblematico che evoca vacanze, sole, bagni ma anche, purtroppo, tratti di spiaggia a rischio bandiera nera: il litorale domizio. Ad aggravare il tutto, la situazione dei Regi Lagni: reticolo di canali ormai quasi totalmente in tilt per le acque ad alto tasso d’inquinamento che giungono da tutti i Comuni ancora sprovvisti di tutti i necessari depuratori.

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