Cassonetti spariti, dossier choc al pm: 300 denunce firmate Asìa in 15 giorni

L'inchiesta sui raid organizzati
Il picco a gennaio e aprile numerosi anche i danneggiamenti
21 giugno 2010 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

I numeri prima di tutto: in quindici giorni, nella prima metà dello scorso gennaio, sono spariti trecento contenitori della spazzatura. Denunce firmate dall’Asìa, girate agli organi di polizia giudiziaria e raccolte in un solo fascicolo dai carabinieri del comando provinciale di Napoli. Inchiesta sotto traccia, c’è un’ipotesi di partenza: qualcuno ha fatto sparire centinaia di cassonetti della spazzatura (campane della differenziata comprese) per creare nuovi indotti economici, per gonfiare ad arte la filiera di subappalti in materia di rifornimenti. Indagano i carabinieri, fascicolo alla Dda di Napoli. E si parte dai numeri, almeno a giudicare da quanto sta venendo fuori dagli accertamenti condotti dai militari della compagnia del rione Traiano del capitano Federico Scarabello. Conferme e novità, dunque. A leggere gli esposti, il fenomeno della sparizione di cassonetti dei rifiuti riguarda tutta l’area cittadina ed è stato registrato con una particolare incidenza in due periodi dell’anno: prima parte di gennaio; metà aprile. Siamo nel 2010, i contenitori della raccolta rifiuti sono spariti in due zone della città, tra Pianura e Soccavo, ma anche al lato opposto, da Poggioreale a Napoli est. Inchiesta condotta dal pm anticamorra Antonello Ardituro, si parte dal dossier di denunce raccolte dai carabinieri in questi giorni. A leggere le segnalazioni dell’azienda municipale, si parla esplicitamente di «asportazioni», ma anche di incendi e danneggiamenti. Un attacco sistematico, capillare, che lascia ipotizzare l’esistenza di una vera e propria strategia finalizzata a creare caos, a creare scompiglio e ad azionare la macchina dell’emergenza. Soldi e subito: per rimuovere il surplus di rifiuti che si concentra in strada quando vengono a mancare i contenitori della raccolta. Ma andiamo a leggere ancora i numeri. Se il picco di sparizioni riguarda i primi giorni di gennaio, si assiste poi a un andamento altalenante: nessuna denuncia per un paio di mesi, poi si ricomincia ad aprile. Siamo in primavera, quando piovono nuovi esposti: 150 denunce ad aprile, che anche in questo caso non riguardano solo la zona ovest (la più colpita dagli scontri antidiscarica del 2008), ma tutta la città, zona orientale in primis. Anche qui si parla di danneggiamenti ad arte, tali cioé da rendere inutilizzabili campane e cassonetti o di misteriose sparizioni. Ma chi ha interesse a far sparire quei contenitori? Vandali o difetti a parte, il problema è capire come sia possibile eliminare centinaia di cassonetti dai marciapiedi senza essere scoperti. Quanto basta a sostenere l’ipotesi di una regìa organizzata, ma anche a dare inizio a nuove soluzioni investigative. Tanto che l’attenzione ora è tutta sul ciclo di approvvigionamento dei cassonetti della spazzatura, ma anche dei servizi dati in subappalto in periodi in cui non c’era alcuna emergenza o intoppo nella raccolta dell’immondizia in strada. Quante sono le ditte che intervengono a raccogliere la spazzatura che si ammassa in strada? Quali sono i contratti che legano ditte private al Comune in materia di raccolta quotidiana? Domande che stanno alla base di un’inchiesta che è solo alle battute iniziali e che va avanti proprio nel periodo in cui la città torna a riempirsi di spazzatura. Niente improvvise sparizioni, in questo caso, ma scioperi di lavoratori che non ricevono stipendi e difficoltà di conferimento per la carenza di impianti di ricezione. L’emergenza è dietro l’angolo - ha spiegato ieri al Mattino il prefetto Alessandro Pansa - mentre in Procura da un paio di settimane è stato aperto l’ultimo fascicolo in materia di spazzatura: quello sullo strano caso dei cassonetti spariti, danneggiati o volatilizzati per creare caos e far girare quattrini con il crisma dell’emergenza costruita a tavolino.

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