Meno rifiuti a Pustarza, scattano i licenziamenti

La società che gestisce l'impianto annuncia il taglio di 5 dipendenti
18 giugno 2010 - Maria Elena Grasso
Fonte: Il Mattino Avelino

Tempi duri anche per i gestori di discariche che ritengono di non guadagnare abbastanza per mantenere gli attuali livelli occupazionali. Non importa se poi i cassonetti nelle strade e nelle piazze di molti Comuni irpini risultino stracolmi e non vengano svuotati tempestivamente. Né se di tanto in tanto in Irpinia vengano conferiti rifiuti provenienti da altre province, come nel caso dell’ultimo mese allorquando si è reso necessario accogliere quote di solidarietà per le discariche del salernitano. Non può dirsi diversamente, infatti, di fronte ad una singolare notizia che arriva dalla discarica di Pustarza. La società «Ibi spa», che gestisce l’impianto di Savignano, ha comunicato formalmente il licenziamento di due lavoratori. Ma non solo. Contestualmente ne ha preannunciati altri tre. In prospettiva ci sarebbe addirittura la chiusura dello sversatoio che deve essere completato ancora con la quarta vasca. Un impianto non ancora a pieno regime che viene alla ribalta adesso per una novità di questo genere. «La motivazione fornitaci dall’azienda come giustificazione – spiega Michele Caso dell’Uil - nasce dalla diminuzione dei rifiuti conferiti in discarica che sono passati da 1.500 tonnellate al giorno a circa 250-300. Premesso che nessuno può immaginare di attivarsi per ricercare soluzioni che facciano prevedere incrementi dei rifiuti da conferire, come soluzione per salvaguardare l’occupazione, come sindacato non possiamo accettare nel modo più assoluto, che su di un settore come quello dei rifiuti ci siano esuberi e soprattutto per questi lavoratori che con il loro impegno quotidiano hanno permesso a una regione intera e successivamente alla nostra provincia di risolvere il dramma dell’emergenza rifiuti. Oggi questi lavoratori vengono messi fuori senza dover battere ciglio, con conseguenze facilmente immaginabili per se stessi e le loro famiglie». I licenziamenti previsti rappresentano – precisano le organizzazioni sindacali - il 50 per cento del personale. Prossimamente, con questi presupposti, arriveranno i licenziamenti anche del personale addetto al controllodei rifiuti conferiti. Si tratta di una situazione insostenibile e incomprensibile. Ma forse non tanto, se si va a leggere bene la vicenda rifiuti. «Per queste ragioni – prosegue Caso - abbiamo già provveduto a chiedere alla Prefettura un incontro urgente per far revocare i licenziamenti, prevedendo la convocazione dei soggetti interessati, la «Ibi», la Provincia, «IrpiniaAmbiente» e la società «Ecosistema». Nessuno può tirarsi indietro. Considerato che la discarica, per i compiti specifici e delicati che svolge, e tenuto conto del esclusivo ruolo sociale che assume, non si può immaginare che si possano licenziare parte dei lavoratori tenendo conto solo dei semplici e riduttivi conti economici, tralasciando volutamente gli altri aspetti che sono sicuramente più importanti». Le organizzazioni sindacali, tuttavia, non intendono fermarsi qui. Nel proclamare immediatamente lo stato di agitazione, preannuncino che in caso di mancata soluzioni sarà proclamato lo sciopero di tutto il personale della discarica, con conseguenze prevedibili per tutta la provincia. Siamo nella stagione estiva. Guai ad immaginare la raccolta di rifiuti bloccata per più giorni. Su tutto il comparto pesa inoltre il mancato decollo delle isole ecologiche e il mancato rilancio per la differenziata. Per non parlare dei lavori che a Pustarza si rendono indispensabili per bonificare l’area occupata in precedenza della vecchia discarica comunale. Tutti gli impegni assunti per avviare il post mortem in questa zona sono stati finora disattesi. Nel frattempo si lincenzia qualcuno

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