Bufera sull'Asa, attesa per il nuovo Cda

Riunione d'urgenza il giorno 30
Pressing su Romano affinchè torni alla guida dell'azienda
22 maggio 2010 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino

Convocata l'assemblea dei soci dell'Asa per il rinnovo del Consiglio di Amministrazione. Il Cda è, infatti, decaduto a causa del venir meno - provocato dalle dimissioni del presidente Angelo Romano e dalla revoca del vice Fernando D'Amore - della maggioranza dei suoi componenti. I soci si riuniranno d’urgenza domenica 30 maggio per consentire anche l'approvazione del bilancio dell'Asa entro i termini. Il commissariamento del Cosmari Av1 permette di nominare direttamente i due nuovi componenti di parte pubblica del Cda senza passare attraverso l'assemblea dei sindaci. Non si parla ancora di nomi, ma le parole di stima - espresse dall'assessore provinciale Domenico Gambacorta, dal presidente del collegio dei liquidatori del Cosmari Walter Palermo e dai sindacati - per la figura ed il ruolo di Romano fanno immaginare che quanto meno sarà effettuato un tentativo per riaverlo alla guida della società. Critico sull’atteggiamento del Sindaco e del Comune Giuseppe Carillo, del circolo Sel Avellino, che chiede una riunione urgente del Consiglio Comunale per discutere dei bilanci e della gestione Asa. Intanto, si è tenuto un incontro alla Provincia. Presenti l'assessore Gambacorta, i presidenti Palermo e Romano e rappresentanti di Cgil, Cisl, Uil ed Ugl. Una ferma condanna sulle assunzioni operate dall'amministratore delegato dell'Asa, Sheila Chiusolo, è stata espressa dalle organizzazioni sindacali, anche a causa «della mancata concertazione in un momento di transizione da una gestione mista ad una totalmente pubblica con la società IrpiniAmbiente». Si tratta, secondo i sindacati, di «un'operazione squallida che consolida una diversa direzione di marcia del socio privato e una palese commistione di interessi privati». La parte pubblica ha evidenziato l'intenzione di procedere contro quello che da più parti è stato definito «un nuovo tentativo di forzare la mano da parte del socio privato». Verrà avviato il percorso per la revoca delle assunzioni, facendo leva anche su un parere della Direzione del Lavoro che giudica «la procedura privatistica adottata non conforme alla legge, perché priva dei requisiti di evidenza pubblica». «In tale contesto - aggiungono i sindacati - sono fondamentali la determinazione dei soggetti interessati, la condivisione delle iniziative ed un livello massimo di legittimità e trasparenza. Ribadiamo il nostro incondizionato appoggio alla gestione pubblica del ciclo integrato dei rifiuti e sollecitiamo i comuni ad offrire la massima collaborazione». Dalle organizzazioni di categoria è arrivata, inoltre, un'istanza ad accelerare le procedure di definizione del piano industriale e del conseguente avvio della concertazione per esaminare l'organizzazione di tutti i servizi della nuova società di gestione provinciale. Gli obiettivi sono quelli «della salvaguardia delle professionalità dei lavoratori, del mantenimento dei livelli occupazionali, della tutela della sicurezzai, della definizione di un parco macchine adeguato e conforme ai criteri di igienicità e funzionamento tecnico e della definizione di tariffe sopportabili». E la procedura adottata continua a provocare reazioni e polemiche. In discussione non ci sono, infatti, solo «la legittimità, l'eccesso di potere e l'eventuale conflitto di interessi», ma anche il mancato rispetto dei criteri che l'Ad Chiusolo ha rappresentato nelle sue dichiarazioni. Almeno in due casi, infatti, non ci sarebbero rapporti di «parentela entro il secondo grado» tra il neo assunto ed il dipendente che si dimissiona o accetta il prepensionamento. In un terzo caso - quello che riguarda direttamente Pescatore - inoltre, non ci sarebbe alcun dimissionamento o prepensionamento. La congiunta del neo coordinatore dei servizi è, infatti, in aspettativa non retribuita per un anno. Potrebbe rientrare in attività, da un momento all'altro, senza alcuna difficoltà

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