Sarno Montagna sventrata, pericolo per i residenti

Sequestrata di nuovo l'ex cava Renzullo

Denunciato direttore dei lavori
non c'è permesso per costruire 24 appartamenti e 80 garage
28 aprile 2010 - Antonio Orza
Fonte: Il Mattino Salerno

SARNO.Nuovo sequestro all'ex cava Renzullo di via Bracigliano. Il provvedimento probatorio è stato eseguito, ieri mattina, dagli agenti della polizia municipale, Giancarmine De Luca e Raimondo Russo, coordinati dal comandante Vincenzo Mari, per difformità al permesso a costruire rilasciato dal Comune il 13 maggio 2008. Denunciati il committente dei lavori, la Edil Sud srl di Nocera Inferiore, e il direttore dei lavori, l'architetto Vincenzo Mancuso. L'autorizzazione rilasciata dal Comune nel maggio di due anni fa, prevede la costruzione, nell'ex cava, di ventiquattro appartamenti e ottanta garage. Eppure a Sarno si contano più vani che abitanti. A quali interessi risponde questo progetto scellerato? Sono state aperte ferite profonde nei fianchi della montagna, dove il paesaggio è stato deturpato in modo irreversibile, all'insegna del dio denaro. Quelle deturpazioni, sconce ed oscene, resteranno lì per i millenni a venire. Una montagna sventrata sotto gli occhi di tutti. La montagna di Sarno, da Foce a Lavorate, è stata aggredita dalle cave tutt'intorno, ed ora si mostrano con le loro mostruose ferite, offrendo uno spettacolo poco edificante ai viaggiatori che percorrono l'A30. Quelle cave, però, possono essere recuperate, se ne può migliorare l'aspetto e renderle meno offensive alla vista. Con uno studio accurato e con idonei provvedimenti di recupero ambientale. La vicenda dell'ex cava Renzullo ha inizio nei primi anni Novanta. L'allora proprietario, l'avvocato Ferdinando Renzullo - noto alle cronache giudiziarie per lo scandalo delle truffe alle assicurazioni - decide di trasformare la cava in un affare edilizio, con tanto di autorizzazione del Comune e con il parere favorevole dell'Ispettorato del dipartimento delle foreste di Salerno e della Comunità montana Vallo di Lauro e Baianese. Ma il piano fallisce perché in quel periodo - 1991\1992 - l'azione della magistratura contro il malaffare è incessante. La cava viene sequestrata per violazioni edilizie. Il 21 gennaio 1997, però, la Corte d'Appello di Salerno, con propria ordinanza, dissequestra la cava e ne ordina la restituzione a Renzullo e al suo socio, l'architetto Vincenzo Mancuso. Passano alcuni anni e l'ex cava cambia padrone. L'11 settembre 2006 la cava passa nelle mani della Edil Sud srl di Alfonso Contaldo, amministratore unico e rappresentante legale della società con sede a Nocera Inferiore. I nuovi proprietari fiutano l'affare e dall'avvocato sarnese ereditano anche il permesso a costruire rilasciato dal Comune il 12 maggio 2006, avente ad oggetto anche la messa in sicurezza e la ricomposizione ambientale dell'ex cava. Permesso a costruire che verrà poi revocato in quanto erano emerse delle perplessità sui mappali numero 79 e 89 del foglio 21 e sostituito da un nuovo permesso a costruire, rilasciato il 13 maggio 2008 con il parere favorevole dell'Arpac e della Regione che, durante un sopralluogo, il 21 novembre 2008, decide di sospendere i lavori di scavo. Dopo aver visionato l'intera documentazione tecnico-amministrativa richiesta e fatti i dovuti accertamenti, la Regione, il 30 gennaio 2009, revoca la sospensione dei lavori. Il provvedimento porta la firma dell'ingegnere Vincenzo Di Muoio e dei geometri Valentino Pecora e Vittorio Bartoli. Tutto in regola? Da allora altre sospensioni, sequestri (per emissione di polveri dannose nell'atmosfera e violazione delle norme di sicurezza) e dissequestri, con le ruspe pronte ad aggredire e a violentare la montagna per far posto all'ennesima speculazione edilizia. I lavori di sbancamento della montagna preoccupano i residenti di via Bracigliano, via Nunziante, via Paolo Falciani e via Rivo Cerola: l'ex cava si trova proprio a ridosso delle abitazioni, della villa comunale e di una scuola dell'infanzia. Nella zona non c'è controllo, manca il più elementare sistema di sicurezza, i camion che trasportano i massi sono un pericolo costante per gli abitanti. E un altro scempio si sta consumando sotto gli occhi di tutti in via Prolungamento Matteotti, a ridosso di Villa del Balzo, dove un'area verde sta per diventare un maxiparcheggio privato.

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