«Il carico deve essere coperto dal palazzo ci guardano»

Al vertice dell'organizzazione un autotrasportatore sotto inchiesta per usura
27 aprile 2010 - l.d.g.
Fonte: Il Mattino

Anche terreni di proprietà delle Ferrovie dello Stato hanno ingoiato per anni sversamenti abusivi: Pomigliano d’Arco, Sant’Anastasia, Volla. Un triangolo sul quale avveniva di tutto, sostengono gli inquirenti dell’operazione «Falena». Tanto che in alcune intercettazioni telefoniche e ambientali, si parla esplicitamente di «terreni sotto i piloni della ferrovia». Ma la storia della spazzatura «tombata» ha tante facce in Campania, almeno a giudicare il senso delle intercettazioni che ruotano attorno alla figura del presunto capo del sistema smantellato ieri dal Noe. A lui, ad Alfonso Russo, il gip collegiale dedica pagine e pagine zeppe di accuse. Era sotto inchiesta per usura, ma i carabinieri lo inquadrano mentre entra, assieme all’autista Corrado Senatore, all’interno dell’industria «Il tempio del bio», in San Marzano sul Sarno, una delle aziende ortofrutticole finite ieri sotto sequestro proprio per gli sversamenti illeciti. Di «bio» solo il nome, dunque, mentre le attività del presunto organizzatore (che avrà modo di difendersi nel corso degli interrogatori dinanzi al gip) spaziavano in decine di siti di sversamento abusivi. Inchiesta ampia, complessa, con ben 49 indagati: agli arresti finiscono, oltre ad Alfonso Russo, anche Giovanni Izzo, Attilio Marrazzo, Bruno Guadagno. Nomi indicati in un provvedimento cautelare adottato da un gip collegiale, nomi di persone che avranno modo di replicare alle accuse, in ossequio al principio di innocenza degli indagati fino a prova contraria. Ma chi sono gli altri presunti reggenti del sistema scellerato scoperto dal Noe? Ai domiciliari, sono finiti Corrado Senatore, Michele Vietri; mentre alle prese con l’obbligo di dimora nei comuni di residenza sono Nicola Piscitelli, Giovanni Izzo, Michele De Maio, Luigi Russo, Giovanni Pastore; obbligo di presentazione alla pg invece per Francesco Saviano e Mario Fortunato (di Nocera inferiore). Intercettazioni al centro delle indagini. È il 14 gennaio del 2009, ci sono accordi telefonici tra Alfonso Russo e Giovanni Izzo. Il timore del primo riguarda la possibilità di essere visti, di essere notati dall’alto. Di qui lo sfogo di Russo, che chiede che vengano posti dei teloni sopra i carichi da sversare: «Non andare adesso, corri, si deve mettere la cosa sempre sopra». Poi: «Ti guardano da sopra il palazzo, attento che ti guardano. Possono vedere, vedono i c... nostri». Parole da chiarire, che attendono ora la versione dei diretti interessati.

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