Piombo nel ventre della Campania felix

Scarichi pericolosi su un'area di un milione di metri quadri
3 aprile 2010 - a.la.
Fonte: Il Mattino

La Forestale - che da queste parti lavora senza sosta per difendere le terre, una volta Campania felix, dai rifiuti - l’ha definito il «triangolo dei veleni», il vescovo di Nola ha più volte denunciato lo scempio di questa terra «discarica abusiva dell’Italia ricca e industrializzata»: è la zona tra Nola, Marigliano e Acerra. Già nel 2004, anno a cui risale l’inchiesta «Terra mia», le aree sequestrate raggiungevano un milione e duecentomila metri quadri. Nel frattempo altre discariche illegali sono state scoperte. Tra i veleni scaricati senza soluzione di continuità fino alla provincia di Caserta: sali ammoniacali, piombo, metalli pesanti come il mercurio; e oli minerali che possono penetrare giù giù nel suolo fino araggiungere la falda acquifera che poi alimenta le coltivazioni che ancora - nonostante tutto - resistono e consentono di vivere a numerose famiglie di agricoltori; pochi complici del disastro, molti legati alla «terra madre» e per questo tra i primi a segnalare le nefandezze che si compivano sul territorio. Pugnalate all’ambiente che qualche anno fa portarono, per esempio, alla scoperta di un camion carico di rifiuti letteralmente ingoiato dal terreno. Per anni s’era detto a Marigliano che in quella zona qualcuno di notte scavava buche per nascondere rifiuti. Si scoprì che non era una leggenda paesana. E spesso - stabilirono poi le inchieste condotte dalla Procura di Nola - qui arrivavano anche da altre regioni per scaricare le peggiori immondizie. Immondizie che restano ancora, dopo anni di indagini, sentenze e finanziamenti, da bonificare.

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