Il caso L’azienda gestisce il servizio in numerosi centri del Napoletano e del Casertano

Interdittiva antimafia, il Tar rimanda la decisione sul ricorso

Il provvedimento della prefettura impugnato dalla ditta che già in passato era stata reintegrata
25 marzo 2010 - Rosa Palomba
Fonte: Il Mattino Caserta

Il contratto è stato immediatamente rescisso. Ma il servizio continua in nove dei dieci Comuni campani che hanno affidato raccolta e smaltimento dei rifiuti alla Ecologica SaBa. L’azienda, per la seconda volta in sei mesi è stata colpita da un provvedimento di «interdittiva» per sospette infiltrazioni di camorra. Ieri, l’attesa sentenza del Tar che invece, dopo l’udienza ha rinviato il verdetto. Da Caserta a Marcianise, fino a Torre Del Greco, Casalnuovo, Ottaviano, Volla, Cercola, Arzano, Sant’Antimo e Giugliano, il servizio-rifiuti continua dunque, regolarmente. A Marigliano invece, il cambio di azienda è avvenuto appena il Comune ha ricevuto la notizia che la magistratura aveva avviato il provvedimento giudiziario. L’appalto è stato così affidato a un’altra ditta, che sta riportando alla normalità la situazione nelle strade, invase dalla spazzatura per oltre dieci giorni. In allarme Giugliano, che sul proprio territorio ospita l’impianto di Cdr, la piattaforma per le ecoballe a Taverna del Re, mentre è appena cominciata la bonifica della più grande discarica della Campania, utilizzata dal 1994 fino a pochi mesi fa. In attesa anche il comune di Torre del Greco: «Il servizio non si può sospendere - ha detto il sindaco Antonio Borriello - e questo è un settore in cui diventa estremamente rischioso affidare un incarico a un’altra ditta attraverso una procedura d’urgenza. Attendiamo il verdetto del Tar, nel caso la SaBa sarà incriminata, avvieremo la procedura per un nuova gara, a cominciare dalla realizzazione e pubblicazione del bando europeo». E mentre la vicenda giudiziaria rischia di far ripiombare le città vesuviana nell’incubo rifiuti, in quasi tutti i centri continuano proteste e vertenze per l’aumento della Tarsu, nonostante la differenziata non abbia raggiunto i livelli sperati, e il prelievo non avvenga sempre in maniera puntuale nè secondo le tabelle di marcia annunciate subito dopo la soluzione dell’ultima emergenza spazzatura, che fino a dicembre 2009 ha scatenato allarmi sanitari, blocchi stradali, chiusura forzata di scuole e uffici pubblici. «Le tabelle e le tariffe sono state imposte dal commissario straordinario per i rifiuti. Non possono essere modificate, sospese e o annullate», dicono adesso i pubblici amministratori che dopo quasi un anno di crisi rifiuti soltanto da qualche mese hanno definito le procedure per avviare la differenziata e già rischiano di dover fare nuovi conti con la spazzatura per strada, proprio a causa della vicenda giudizaria in cui è coinvolta la più importante azienda per lo smaltimento e la raccolta dell’immondizia. La seconda in pochi mesi. Un primo provvedimento era stato infatti emesso a gennaio 2009 ed era stato annullato a giugno dello stesso anno dal Tar. La nuova «interdittiva» è stata notificata all’azienda poche settimane fa e obbliga i Comuni a rescindere i contratti con l’azienda di Beniamino Sabatino, imprenditore di Torre del Greco. Secondo i rapporti investigativi che stanno alla base del provvedimento, «SaBa Ecologia è un’azienda condizionata dalla camorra». Nel provvedimento, inoltre, è scritto che «l’azienda ha rilevato nel 2005 Campania Multiutility, il cui personale sarebbe stato composto da elementi legati alla camorra.

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