Battipaglia Blitz al mattatoio comunale

Chiuso il depuratore del macello

Forestale di Capaccio e polizia rilevano irregolarità sugli scarichi fognari
20 marzo 2010 - re.cro.
Fonte: Il Mattino Salerno

BATTIPAGLIA. Sigilli al depuratore del Mattatoio comunale. E' stato sequestrato l'impianto di smaltimento del ciclo industriale autorizzato all'uccisione degli animali da vendere sui mercati provinciali. Un'operazione di polizia giudiziaria che, seppur limitata alla parte terminale dell'attività produttiva, di fatto ha bloccato la delicata e complessa azione di macellazione. Il blitz è stato condotto dagli uomini del Corpo Forestale di Capaccio, guidati dal comandante Marta Santoro. La polizia giudiziaria, coordinata dalla Procura della Repubblica di Salerno, ha verificato il rispetto della tenuta dei registri per la depurazione dei fanghi e degli scarichi organici. Dal controllo sarebbero emerse delle irregolarità e soprattutto mancherebbe l'autorizzazione dell'Ente d'Ambito Territoriale ad immettere le acque depurate nella condotta fognaria dell'ente locale. Il Corpo Forestale ha contestato l'assenza del registro dei fanghi (rifiuti speciali),derivanti dal processo di depurazione (chimico - fisico e biologico), che stoccati in una vasca e ritirati dalla ditta autorizzata a trasferirli in discarica. Contestata inoltre la mancanza del registro di manutenzione e controllo dell'impianto. Gli agenti inoltre hanno riscontrato che i lavori di adeguamento e completamento del mattatoio comunale risalenti all'anno 2000 sarebbero avvenuti in assenza del parere BAAAS, in zona sottoposta a vincolo paesaggistico. Il sequestro preventivo attende naturalmente la convalida del giudice, che dovrà pronunciarsi entro dieci giorni dalla richiesta del Pubblico Ministero. L'avvocato Emiliano Giubileo, difensore di fiducia della Giffonese Carni, azienda che gestisce il Macello comunale, è fiducioso sullo sviluppo positivo della vicenda. Nel frattempo i circa 30 dipendenti sono stati sospesi e fino a quando non avverrà il dissequestro del depuratore resteranno senza lavoro. Cade un'ulteriore tegola sulla testa dell'economia del territorio, che in una fase già critica si vede interrompere l'attività di macellazione in un periodo dell'anno in cui si raggiunge il picco massimo del ciclo produttivo per soddisfare la richiesta durante le festività pasquali. Pertanto, questa situazione ha già determinato grossi disagi agli allevatori della piana del Sele, costretti a portare i loro animali in altre realtà più piccole fuori provincia o addirittura nella vicina regione Basilicata. Il mattatoio è stato al centro del dibattito nelle scorse settimane per essere stato inserito nel piano di alienazione dei beni comunali. Bene stimato intorno al valore di 2 milioni e 300mila euro circa, iniziativa dell'esecutivo che attualmente non ha trovato ancora alcun riscontro. Non sono mancate le polemiche sull'opportunità di vendere una struttura considerata d'eccellenza nell'intera regione Campania. Infatti, è un complesso di manufatti attrezzati e tecnologicamente avanzati di proprietà pubblica, pochissime invece sono amministrate da imprese private. Da più parti è stato auspicato l'apertura di un confronto con esperti del settore per rilanciare un opificio, che oggi potrebbe soltanto creare vantaggi economici al Comune. Il Mattatoio è una struttura che è rimasta chiusa per oltre 20 anni, costruita alla fine degli anni Sessanta è stata completata ed adeguata nei primi anni 2000, con la sindacatura dell'allora primo cittadino Alfredo Liguori. Questa indagine, comunque, non esclude un controllo a tappeto dell'intera zona di via Spineta considerate le contestazioni del Corpo Forestale su una presunta violazione del vincolo paesaggistico. L'inchiesta si sarebbe innescata a seguito di una serie di denunce, tipiche ormai nella città di Battipaglia. Dopo i sequestri giudiziali effettuati nei giorni scorsi, nei confronti di alcuni cantieri che vedono la realizzazioni di alcuni palazzi, la magistratura è impegnata a tutto tondo ad accertare eventuali illegalità all'interno del perimetro urbano. Sembra che si sia scatenata una vera e propria guerra di esposti velenosi, tesi a scontrarsi a viso aperto per condizionare determinate scelte urbanistiche.

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