Termovalorizzatore, alta tensione scatta la denuncia per due operai

Sit-in davanti ai cancelli dei dipendenti di una ditta "Chiediamo di essere riassunti"
19 marzo 2010
Fonte: Il Mattino

Un’ottantina di operai impiegati nelle ditte del termovalorizzatore di Acerra, hanno cominciato il loro turno di lavoro con circa due ore di ritardo ieri mattina. Un azione simbolica di solidarietà ai tre precari che da oltre due settimane stanno effettuando uno sciopero della fame ed un presidio davanti all’impianto, per protestare contro il mancato rinnovo del contratto. La manifestazione pacifica dei lavoratori davanti ai cancelli dell’inceneritore, è proseguita fino all’intimazione di sgombero da parte della polizia, che ha poi portato i tre precari nel locale commissariato per accertamenti. Uno dei tre impiegati, che lavoravano per una ditta esterna all’impianto, si è anche sdraiato sull’asfalto in forma di protesta, chiedendo a gran voce la riassunzione nel termovalorizzatore. La manifestazione non ha provocato il blocco dei macchinari di incenerimento dei rifiuti, in quanto i turni della notte sono stati prolungati fino al termine della protesta. A seguito della manifestazione due dei tre ex operai di una ditta esterna del termovalorizzatore di Acerra, sono stati denunciati per violenza privata ed interruzione di pubblico servizio. I tre operai, che da oltre due settimane stanno effettuando uno sciopero della fame ed un presidio permanente davanti all’inceneritore, dormendo in auto, protestano contro il mancato rinnovo del contratto, scaduto lo scorso 26 febbraio. Nei giorni scorsi i dipendenti avevano scritto una lettera aperta, inviata tra gli altri, alla presidenza del Consiglio dei ministri, alla Fisia e alla Fibe, veniva rimarcata la grave situazione economica in cui versano. Nella lettera si ricordava che «dopo l’inaugurazione del sito, nel frattempo collaudato e in produzione (sono ben noti i profitti), erano iniziati i problemi economici e finanziari delle aziende. «I pagamenti, infatti, raggiunto l’obiettivo, si sono sempre più dilazionati fino a fermarsi del tutto. Oggi - è scritto nella nota dei lavoratori - le aziende si ritrovano in una gravissima situazione finanziaria, i crediti maturati sono insostenibili ed una prima diretta conseguenza è stata la drastica riduzione di personale (ad oggi una riduzione totale di circa 60 dipendenti) e le gravi inadempienze che si rischiano nei riguardi degli istituti previdenziali ed assicurativi. I crediti vantati sono stimati in alcune decine di milioni di euro». Infine l’elenco delle aziende che vantano crediti nei confronti della missione finanziaria: Dbf srl, Mati sud Srl,Nuova Tirrenia Costruzioni Srl, Balascia Impianti Srl, Tea Impianti Srl, Giugliano Costruzioni, Carpem, Simi, Gits Srl, Mp Pagliuca Srl, Eurochem Service Srl».

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