Consorzi, interviene Letta: tregua da 4 milioni

In campo il sottosegretario: le Province anticipano i fondi. Bassolino: serve un'autorizzazione
18 marzo 2010 - Daniela De Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Alla fine è arrivata la fumata bianca attesa con ansia dai dipendenti dei consorzi di bacino per tutta la giornata. Per risolvere il problema degli stipendi da pagare ai 2168 lavoratori è sceso in campo il sottosegretario Gianni Letta che ha chiesto alle Province di Napoli e Caserta e alla Regione di stanziare ad horas dei fondi. Le prime due hanno deciso di mettere sul piatto i 4 milioni e 300 mila euro necessari, dopo averne già stanziati cinque lo scorso mese. La Regione, invece, si è detta disponibile a contribuire, ma ha chiesto un input preciso da parte del governo. Una decisione che non ha mancato di scatenare la disputa. La determinazione del presidente Cesaro (Napoli) e del prefetto Giliberti (Caserta) è arrivata dopo quasi ventiquattro ore di confronto ininterrotto in prefettura. Al summit, presieduto dal prefetto Pansa, cominciato martedì e concluso ieri in tarda serata, hanno partecipato anche il commissario liquidatore del consorzione, Gianfranco Tortorano, il generale Mario Morelli in rappresentanza del dipartimento della protezione civile, Guglielmo Allodi per la Regione e il prefetto di Caserta, Ezio Monaco. La svolta era arrivata nel primo pomeriggio con la lettera di Letta. «Siimpone con assoluta urgenza, l'intervento, di carattere surrogatorio delle competenze amministrazioni provinciali», ha scritto il sottosegretario. Un percorso possibile, ha spiegato poichè «tanto la normativa regionale in materia di gestione dei rifiuti, quanto il decreto di chiusura dell'emergenza rifiuti in Campania, prevedono l'uso di poteri specifici da parte delle Province per evitare soluzioni di continuità rispetto agli atti compiuti nella fase emergenzialè e assicurare così l'adeguata gestione del ciclo dei rifiuti». In serata la secca missiva di risposta di Bassolino: «Caro Letta – ha scritto tra l'altro il governatore - Nell’attuale legislazione non è prevista una specifica competenza della Regione nella gestione ordinaria del ciclo dei rifiuti (qual è il pagamento degli stipendi) affidata come noto alle Province. Perché ciò avvenga, è necessario un provvedimento statale che autorizzi la Regione ad erogare risorse per concorrere con le Province alla risoluzione dell’attuale problema». E ancora: «Nelle more di tale provvedimento, ho già attivato gli uffici regionali affinché reperiscano le risorse finanziarie necessarie». Ma nel frattempo, forse anche a causa dell'urgenza di sgomberare il campo elettorale dal dramma spazzatura, le Province avevano già deciso di assumersi in proprio l'onere di pagare. Non senza polemiche, però. In un comunicato del presidente Cesaro si sottilinea infatti: «La decisione dei vertici delle due Province dà una risposta ai disagi dei dipendenti dei consorzi e ai cittadini che, dopo anni di abbandono da parte della Regione e dopo lo sperpero di 2 miliardi di risorse pubbliche, si sono ritrovati con lo spettro di una nuovaemergenza rifiuti». Così per questo mese il problema è risolto, ma la decisione adottata è ben lontana dal garantire i pagamenti prossimi futuri. Se non si arriverà a una svolta il 27 marzo si ricomincerà a ballare. Come ha spiegato Letta nella sua missiva le difficoltà del consorzio unico di Napoli e Caserta sono «causate principalmente da inadempienze dei Comuni facenti parte del consorzi». E, infatti, le amministrazioni devono al consorzione la bellezza di 140 milioni di euro che non riescono a incassare dai cittadini attraverso la Tarsu. Se pagassero l’emergenza sarebbe ovviamente risolta. Ma il problema di fondo no. Difficilmente gli enti locali potranno assicurare definitivamente lo stipendio a 2168 dipendenti, anche perché solo tre amministrazioni napoletane ne utilizzano i servizi. Ma, per il momento, tutte le forze si sono concentrate nell'assicurare la ripresa della raccolta e il funzionamento della discarica di San Tammaro e gli impianti di lavorazione dell'immondizia di Santa Maria Capua Vetere e di Tufino dove già ieri erano intervenute le forze dell'ordine. E mentre i sindacati autonomi si sono detti disponibili a riprendere il lavoro, Fiadel e confederali oggi terranno un’assemblea.

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