Rifiuti, stop alla raccolta per un giorno

Mobilitati i lavoratori del Cosmari 1
Marcia in città e sit-in alla Prefettura
8 marzo 2010 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

Torna l'incubo emergenza. Si fermano oggi i lavoratori del comparto rifiuti impegnati nel bacino del Cosmari Av1. Lo sciopero - indetto dalla Uil - blocca tutte le attività afferenti il ciclo integrato, dalla raccolta allo smaltimento. Gli addetti si ritroveranno, nel capoluogo, per un'altra giornata di mobilitazione e una nuova protesta nei confronti dei comuni che hanno provocato un'emergenza finanziaria gravissima che crea notevoli disagi e difficoltà. L'astensione dal lavoro è dovuta, essenzialmente, a due motivi: il mancato rispetto dell'impegno assunto dagli amministratori martedì in Prefettura - che avevano garantito il pagamento, entro lo scorso venerdì, di una tranche del debito maturato - e l'incertezza del flusso finanziario per i prossimi mesi. «La situazione - evidenzia Michele Caso della Uil - non è cambiata rispetto alla passata settimana. Anzi, è peggiorata: mancano i fondi anche per le minime spese, i lavoratori non sono messi nelle condizioni di operare al meglio». La manifestazione odierna terminerà nei pressi del palazzo di Governo. Al Prefetto sindacati e lavoratori chiederanno di sollecitare i comuni a garantire i fondi necessari a superare questa fase di grossa criticità e ad assumersi impegni precisi per evitare che il problema si ripresenti già a stretto giro. «Abbiamo bisogno - continua Caso - che venga garantita la certezza dei pagamenti anche per i prossimi mesi». Il sindacato Il blocco dei servizi e delle attività si estenderà a tutto il bacino, compresi i comuni virtuosi che hanno puntualmente garantito i pagamenti a Cosmari e Asa. «La manifestazione - dichiara il segretario Uil, Franco De Feo - vedrà in piazza sindacato e lavoratori con la speranza che la situazione si sblocchi definitivamente. I comuni morosi non possono stringere un accordo e limitarsi ad avviare procedure burocratiche che richiedono tempi lunghi per il versamento delle somme dovute. Gli addetti del settore non possono più sostenere questa situazione. Faremo sentire la nostra voce, gli enti interessati velocizzino le pratiche. Nel caso di mancato riscontro si proseguirà con la mobilitazione». Il corteo Il concentramento è previsto, per le 9, nei pressi del Tribunale, in piazza d'Armi. Numerosi i lavoratori che protesteranno trascinandosi sulle spalle un sacchetto nero colmo di rifiuti, simbolo di un'emergenza che va avanti da quindici anni e non sembra voler concedere alcuna tregua. Il corteo muoverà verso piazza Kennedy per poi dirigersi nei pressi di palazzo Caracciolo. L'obiettivo finale della manifestazione è, però, il palazzo di Governo. Qui, sindacati e lavoratori terranno un sit in e chiederanno di essere ricevuti dal Prefetto. Vigileranno ovviamente le forze dell’ordine per evitare che la situazione degeneri I numeri Sono 320 - 270 dipendenti dell'Asa e 50 cosmarini - i lavoratori impegnati quotidianamente nelle attività afferenti il ciclo integrato dei rifiuti nel bacino del Cosmari Av1. A loro si aggiungono le circa 100 maestranze delle ditte - Defiam, Pantaleone, Pescatore e Russo - che si occupano dello smaltimento a valle. Questi ultimi, a causa dell'emergenza finanziaria, non percepiscono stipendio da quattro mesi. I dipendenti dell'Asa, invece, si vedono costretti a lavorare senza alcuna forma di sicurezza. Addetti dell'azienda di viale Italia e cosmarini, inoltre, attendono la corresponsione della mensilità di febbraio. La Uil auspica e crede non solo in un'adesione massiccia allo sciopero ma, soprattutto, in una partecipazione numerosa al corteo di protesta. «Contiamo - aggiunge Caso - di mobilitare almeno 300 lavoratori». La risposta L'appello di Caputo a non scioperare è caduto nel vuoto. Non solo. Il sindacato replica pure al «Consiglio di interrompere le attività nei comuni morosi qualora, a fine marzo, si ripresentino le medesime difficoltà». «Ogni qual volta il sindacato promuove iniziative - conclude Caso - c'è sempre qualcuno che ci richiama al senso di responsabilità, mentre quella di altri passa in secondo piano. Siamo concordi sull'opportunità di sospendere il servizio solo nei comuni morosi. È, però, lo stesso Caputo che deve assumere una decisione del genere e comunicarla a sindacati e lavoratori».

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