De Luca: rifiuti, legge demenziale la cancellerĂ²

24 febbraio 2010 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino Salerno

Per il suo tour tra Cardarelli e Monaldi, Vincenzo De Luca arriva puntuale. Nell’ospedale più grande del Sud s’intrattiene, per prima cosa, a parlare con il direttore generale Rocco Granata. Poi, insieme, a passo di carica per visitare una serie di reparti. Qualcuno ironizza e fischietta la colonna sonora di Piero Piccioni del «Medico della mutua». Ma tempo qualche minuto e la scena cambia. E non c’è più niente da ridere. Quarto piano, medicina d’urgenza. Si fa fatica a entrare, occorre fare slalom tra i malati adagiati sulle barelle in corridoio. Se ne contano 38, di cui la metà attaccati alle bombole d’ossigeno. Sembra un «lazzaretto». «È terribile, sono cose da terzo mondo», dirà di lì a poco il candidato governatore del Pd. Poi aggiunge: «Una situazione, quelle delle barelle in corsia, legata alla mancanza di una prevenzione sul territorio, all’assenza di distretti territoriali che funzionano. Carenze che fanno sì che tutto diventi emergenza, soffocando quest’ospedale». Ma il sindaco di Salerno, nella sua giornata napoletana, ragiona su più argomenti. A cominciare dalle ultime nomine fatte da Bassolino per i suoi fedelissimi, passando per i problemi squisitamente cittadini fino al piano regionale rifiuti che si presenta domani in giunta. Non crede che possano danneggiare la sua corsa a palazzo Santa Lucia le ultime nomine del governatore? «Se sono dovute vanno difese ma se non sono essenziali sono nomine sbagliate», la risposta secca. Sui rifiuti, ribadisce che «l’emergenza non è alle spalle» e promette: «La prima cosa che cancellerò è la legge regionale sui rifiuti. È demenziale perché si è confusa la provincializzazione con le Province, assegnando cioè a queste ultime la gestione dell’immondizia. Con il paradosso che al bacino di Napoli sono stati assegnati 8mila dipendenti, con il rischio che bastano un paio di camorristi per ricattare e mettere in ginocchio un’intera città». Su Napoli, invece, dà una stoccata al sindaco: «Alla Iervolino - dice - farei la proposta di mettermi a lavorare a cottimo in un cantiere di via Marina. Lo chiuderei in un mese e non in sette anni». Ci ritorna poi nel pomeriggio sulla governance cittadina e, in particolare sulla sicurezza. «Necessario verificare se è possibile aiutare il Comune mettendo a disposizione un contributo per pagare i turni notturni ai vigili urbani: sarebbero in strada, ricompensati, anche dalle ore 21 alle ore 2 di notte, perchè vedere le divise significa anche scoraggiare chi delinque». Poi nel pomeriggio incontrando alcuni cittadini del Vomero con l’assessore Alfredo Ponticelli annuncia un piano sicurezza «con l’amministrazione e le forze dell’ordine per un sistema di videosorveglianza». Ma gli attacchi diretti, quelli, De Luca li sferra nell’aula magna del Cardarelli dove torna a chiedere di nuovo il voto disgiunto («La legge lo permette e i cittadini devono decidere il candidato governatore»). Qui promette di usare «la spada per tagliare clientele» e di «far diventare la Regione una casa di vetro, lanciando fuori quegli studi professionali dove si decideva tutto». Il riferimento non è solo alla sanità, ci mancherebbe. Ma il vero problema, rimane, quello del blocco del turn over del personale sanitario, in vigore dal primo gennaio, segnalato dal direttore sanitario. «Me ne infischio del patto di stabilità. Se alle strutture ospedaliere - attacca - serve personale, noi lo assumiamo perché nessuno può obbligarci a non avere il personale». Poi in serata da sinistra arriva l’attacco a De Luca. «Le sortite di De Luca sulla sanità in Campania dimostrano l’incapacità a fornire risposte di merito su uno settori più delicati e su cui bisogna uscire dalla demagogia. De Luca - attacca Paolo Ferrero candidato governatore della Federazione della Sinistra - sembra un marziano passato per caso e ignaro di un sistema di potere di cui è parte integrante e che va scardinato con proposte concrete nell’interesse comune».

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