Davanti alla sede della Provincia per ore hanno protestato i dipendenti di Napoli e Caserta

Consorzio unico, va in scena la disperazione

Da mesi senza stipendio minacciati di licenziamento
in due in bilico sul balcone
19 febbraio 2010 - Giuliana de Vivo
Fonte: Il Mattino Caserta

Attimi di alta tensione tra la mattinata ed il primo pomeriggio di ieri in corso Trieste, davanti alla sede della Provincia, durante la manifestazione organizzata dai lavoratori dell'ex Consorzio Unico che hanno protestato contro il mancato pagamento di due mensilità, nonché contro il mancato mantenimento dei livelli occupazionali che erano stati loro garantiti. Le rimostranze sono iniziate attorno alle 10: i dipendenti si sono stesi per terra lungo la carreggiata, impedendo il passaggio delle auto. Ma era solo l'inizio: mentre una delegazione di lavoratori spostava le rimostranze presso la sede del Consorzio situata in Corso Giannone, gli altri rimasti davanti al Palazzo della Provincia ammucchiavano dei pezzi di cartone e li davano alle fiamme. Uno dei lavoratori presenti alla manifestazione, C. C., è stato anche colto da un malore e trasportato all'ospedale da un'ambulanza del 118 intervenuta sul posto. «Protestiamo perché Parente (il presidente del Consorzio, ndr) e Scialdone (il dirigente generale) non ci hanno pagato, nonostante le Province di Caserta e Napoli abbiano stanziato al Consorzio 5 milioni di euro. I lavoratori di Caserta lavorano 36 ore ed hanno pure gli straordinari, noi di Napoli, invece, non veniamo pagati da due mesi, questo non è giusto, non ci sono lavoratori di serie A e di serie B» hanno spiegato i manifestanti. Masotto accusa anche la trasformazione del loro contratto a tempo indeterminato in contratto a tempo determinato, per giunta quasi a scandenza, mentre «a Napoli si fanno bandi pubblici per assumere nuovi dipendenti, e non ci si preoccupa di assorbire le sacche di precarietà che già esistono». La tensione è salita ancora attorno alle 15, quando è stata fatta esplodere una bomba carta proprio a fianco del portone d'entrata dell'Ente provinciale, per fortuna senza arrecare danni. Il momento di massimo allarme si è registrato quando due lavoratori, V.Z. ed F.M., hanno minacciato di lanciarsi nel vuoto da un balcone del secondo piano, quello della stanza del commissario prefettizio Biagio Giliberti, dove erano riusciti ad entrare insieme a due colleghi. Le forze dell'ordine hanno subito allestito un tappeto gonfiabile per evitare che la minaccia si trasformasse in reale tragedia. La situazione è tornata alla tranquillità solo intorno alle 17: i due lavoratori sono stati dissuasi dal loro intento dopo che è stato fissato un incontro, previsto per questa mattina in Prefettura, con tutti i vertici.

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