Pannoloni radioattivi nella spazzatura sigillati due cassonetti all’Arenella

Tracce di Iodio nell'immondizia
l'Asia sguinzaglia i tecnici in tuta con il contatore geiger
19 febbraio 2010 - d.d.c.
Fonte: Il Mattino

Due cassonetti sigillati, una ventina di uomini in divisa convocati a notte fonda, vigilantes lasciati a guardia del bidone (della spazzatura): l’Asia parte alla caccia del contenitore radiattivo e dopo una notte d’inferno si scopre che a far scattare l’allarme dei giorni scorsi erano stati probabilmente i pannoloni di un anziano dalla tiroide malata. Tutto era cominciato lunedì notte, quando due compattatori dell’azienda dei rifiuti erano stati bloccati nella discarica di Chiaiano. Le apparecchiature in dotazione all’esercito avevano segnalato la presenza di un materiale radioattivo, lo iodio 131. Mezzi sequestrati, magistrati in azione, preoccupazione tra gli abitanti e gli ambientalisti. Così, l’Asia decide di organizzare una propria inchiesta e i tecnici armati di rilevatore seguono i mezzi che raccolgono i rifiuti della zona ospedaliera. Le ore passano, ma il nemico, il maledetto iodio, non si fa vivo. Smonta il primo turno, monta il secondo turno. E si riparte all’attacco. All’una le speranze di individuare il cassonetto killer sembrano ormai perse quando, arrivati in via Fontana, finalmente il contatore geiger si fa sentire. Gli uomini in tuta si avviano verso il contenitore. «Lo apriamo?», chiede qualcuno sussurrando. Pochi minuti e sul posto arrivano i rinforzi: vigili urbani, vigili del fuoco, agenti di polizia, una piccola folla resa più folta dai curiosi che scendono dai palazzi vicini. Si decide di recintare la zona, ma manca il nastro. Fortunatamente lo trovano in un cantiere dei paraggi. Un vigilantes resta accanto al cassonetto radioattivo: «Non possiamo rischiare la contaminazione», pensano tutti. Passano le ore. Si fa mattina. E la situazione si complica: il geiger torna a suonare. Questa volta, però, il cassonetto incriminato è un altro, poco distante. Nuovo sopralluogo, nuovo invio di forze dell’ordine, nuovo transennamento. Ma questa volta c’è una traccia: un’extracomunitaria è stata vista avvicinarsi e depositare un sacchetto. Il corpo del reato? Forse. Per saperlo bisogna rintracciare la straniera. E dopo qualche minuto, grazie alla collaborazione di abitanti e commercianti, se ne ritrovano le tracce che puntano dritte verso il civico 78, dove abita un anziano ammalato e fornito di badante. La proprietaria del sacchetto radioattivo. Che un po’ in ucraino, un po’ in napoletano, spiega che il nonno, una volta uscito dall’ospedale dove era stato curato, era stato fornito di un bidoncino per raccogliere le urine, ma poi lo aveva abbandonato a favore del pannolone. Errore fatale, ma, a quanto pare, confermato dal medico curante. A scanso di equivoci, il cassonetto resta sigillato. Con i sacchi neri della spazzatura.

Powered by PhPeace 2.6.4