«Rifiuti, con l''Ue noi sbagliamo»

L'assessore all'Ambiente: «Il rischio di perdere i fondi? Sui conti c'è incertezza. Non ho dato tutto il contributo che avrei potuto dare. Non me lo hanno fatto fare? Diciamo così... Ma ho evitato diversi casini»
30 gennaio 2010 - Mario Pepe
Fonte: Il Roma

NAPOLI. «Ho le scatole (in verità dice qualcos'altro ndr) che mi grano a duemila...». Walter Ganapini con l'abituale schiettezza, non usa mezzi termini all'indomani dell'audizone dedicata all'emergenza rffiuti alla commissione Petizioni del Parlamento europeo. Sulla sua assenza, l'assessore regionale all'Ambiente è quanto mai chiaro: «Aspetto di capire qualcosa, avevo dato la mia disponibilità al presidente dell'organismo parlamentare, Erminia Mazzoni. Poi il consigliere diplomatico della Regione Campania mi ha informato che si era deciso di mandare una delegazione di livello più basso profilo. Mah...». Una cosa è chiara: a Ganapini la cosa non è andata giu . «Sono stato per dodici anni a Bruxelles, so come funzionano le cose lì - afferma - e secondo me stiamo sbagliando tutto negli approcci. Soltanto io e l'ex commissario Gianni De Gennaro, nel marzo del 2008, eravamo riusciti a fronteggiare le critiche che erano arrivate dall'Unione europea che inviò una delegazione a Napoli». Sul rischo che fondi strutturali congelati vadano persi e sulle cifre, che secondo alcuni europarlamentah, in pnmis l'esponente del Popolo della libertà, Enzo Rivellini, ammontano a 800 rnlioni mentre secondo la Regione si è nell'ordine dei 480, l'ex presidente nazionale d Greenpeace afferma che «questi è uno degli elementi di incertezza, io stesso non ho un idea delle cifre precise. Spero che una persona come Vincenzo Gagliani Caputo, che è un amico, riesca a mettere ordine. L'unica certezza, al momento, è che per la procedura d'infrazione credo si vada verso un giudizio negativo». Per quanto hguarda le ubcheste che sono arhvate dall'Europa, ovvero la chiusura dell'emergenza e il varo del Piano rffiuti, Ganapini, sul secondo punto, chiarisce che «si lavora all'aggiornamento del Piano ma io sto anche attendendo le determiriazioni definitive del decreto per poi procedere». E, a domanda se non sI sa sentito un po' scavalcato nelle sue prerogative, GanapinI taglia corto: «Non lo so, non lo so davvero. So soltanto che ero stato chiamato per dare un contributo di esperienza e ci sono riuscito soltanto in parte. Ma spero almeno di avere evitato, e credo che questo sia avvenuto, diversi casini». Ma Ganapini è stato anche messo in condizioni di non potere dare il massimo? La risposta dice tutto: «Diciamo così..». Il tutto mentre il capo dell'opposizione, Francesco D'Ercole, sottolinea che «la Regione continua a vedersi revocare fondi indispensabili per uscire dalle tante emergenze che l'affliggono. Appena, la settimana scorsa, infatti, questi signori erano riusciti a farsi revocare dal Governo 143 milioni di euro rinvenienti dall'ex art. 20 legge 67/1988, per l'ammodernamento dell'edilizia sanitaria. Per cui, se si tiene conto di quelli che rischiano di andare in fumo per la questione rifiuti, si arriva a cifre preoccupanti. E non sono i primi stanziamenti che il Governo nazionale e l'Europa revocano alla Campania a causa di superficialità, inefficienza e mancanza di programmazione messe in vetrina da Bassolino e soci. Per cui viene da chiedersi con quale faccia questi signori si presenteranno ai campani per chiederne il voto».

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