Gambacorta: «Ci siamo assunti una grande responsabilità politica»

"La Provincia ha fatto il suo dovere, abbiamo già assorbito i dipendenti Stir"
17 gennaio 2010 - mi.dl.
Fonte: Il Mattino

La presenza di Gambacorta è significativa ed importante. Da palazzo Caracciolo arriva una nuova apertura al dialogo ed alla collaborazione. Ma, nello stesso tempo, l'assessore fa chiarezza e chiede un'assunzione di responsabilità. «Ci siamo assunti - esordisce - una grande responsabilità politica, anche se avremmo preferito limitarci alla redazione del piano d'ambito e all'adeguamento tariffario. Abbiamo già assorbito i 51 dipendenti dello Stir senza conoscere il conto economico della struttura. Non escludiamo sorprese, ma non abbiamo esitato a fare la nostra parte». L'assessore si sofferma su dubbi e timori dei sindaci. «Da tempo - spiega - la normativa andava nella direzione di ambiti ottimali anche per raccolta e smaltimento dei rifiuti. Bisogna superare la gestione frammentaria che si è dimostrata diseconomica. In questa fase siamo in stand by, in attesa di comprendere in che senso andranno le modifiche al Dl. Se ci sarà un passo indietro rispetto alla Tarsu è ovvio che molte delle responsabilità dovranno ricadere sui comuni». La chiarezza nell'affrontare le varie questioni fa il paio con la fermezza e la durezza di alcune risposte. In primis, la replica all'Anci e al suo presidente Daniele. «Sono meravigliato - dichiara - per la scelta di seguire un orientamento voluto principalmente dai grandi comuni dell'area metropolitana, quegli stessi che, attraverso i loro sindaci, si erano opposti alla cessazione della fase emergenziale. Mi chiedo perché la stessa levata di scudi non ci sia stata all'epoca del Dl Prodi che imponeva ai comuni di affidare i servizi ai Cosmari, con le loro spropositate e non sempre chiarissime assunzioni, e riapriva discariche sottoposte a sequestro giudiziario». La replica di Daniele non si è fatta attendere. «La nostra azione - ribadisce - è stata sollecitata da numerosi amministratori. Il documento dell'Anci ha il sostegno quasi unanime dei sindaci. La Campania, del resto, non ha un adeguato modello industriale per lo smaltimento dei rifiuti. La fase emergenziale più dura è stata superata grazie alle discariche e, di conseguenza, ai comuni». Gambacorta ha risposto in maniera decisa anche al indaco di Grottaminarda, Ianniciello, che aveva auspicato la differenziazione della tariffa tra i comuni e un cambio di sistema nella giusta direzione, con l'affidamento della sola impiantistica alla provincia, e al vice sindaco di Montefusco, De Vizia. «Condivido in pieno - sottolinea quest'ultimo - il documento Anci: non è certo stato affidato alle province un sistema rodato e che funzioni. Quanto all'amministrazione provinciale, chiediamo di convincerci con i fatti della scelta di fare tutto in proprio». L'affondo dell'assessore ha riguardato il ruolo di componente del consiglio di amministrazione del Cosmari Av1 di Ianniciello, «viene a parlare di gestione chi ha avuto finora potere decisionale», e di imprenditore del settore De Vizia, «mi chiedo se lei parli sempre e solo come amministratore». Gambacorta ha, poi, provveduto a tranquillizzare i sindaci sul coinvolgimento dei comuni nell'organizzazione del servizio e nella definizione della Tia che «manterrà fissa la parte relativa allo smaltimento ma varierà da comune a comune».

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