La sentenza Bocciato il ricorso. I giudici: e su quell’area non può andare il termovalorizzatore

Centrale termoelettrica, perde De Luca

Via libera del Tar: il Comune si era opposto alla nuova autorizzazione per Energy Plus
13 gennaio 2010 - Sabato Leo
Fonte: Il Mattino Salerno

Nuovo via libera della magistratura amministrativa alla società Energy Plus SpA per la realizzazione, in una parte dell’area dell’ex Ideal Standard, della centrale termoelettrica a ciclo combinato alimentata con gas naturale, di potenza elettrica pari a 780 MW. Ieri è stato il Tribunale Amministrativo Regionale (sezione seconda) per il Lazio a depositare la sentenza (28 pagine) di rigetto del ricorso presentato dal sindaco Vincenzo De Luca avverso il decreto con cui il ministero di Sviluppo Economico ha prorogato i termini dell’originaria autorizzazione unica rilasciata il 3 settembre del 2004. Per il momento il collegio giudicante ha pubblicato unicamente la sentenza relativa al ricorso del Comune di Salerno. Nei prossimi giorni sarà la volta delle sentenze (necessariamente di rigetto) sui ricorsi del presidente della Provincia, Edmondo Cirielli, del sindaco di Pontecagnano Faiano, Ernesto Sica, e delle aziende, ubicate in zona Asi, Mercati Italia, Distribuzione Commerciale e Smet. Il Tribunale amministrativo per il Lazio ha smontato in punto di diritto gli otto articolati gruppi di censure sollevate nel ricorso di Palazzo di Città, ritenendole, sul piano squisitamente giuridico, tutte infondate. La stessa centrale termoelettrcia e l’Energy plus finì nell’inchiesta dell’ex pm Nuzzi sulla zona industriale di Salerno e coinvolse i vertici della società, funzionari ministeriali e amministratori comunali. Seconda la sentenza del Tar, privo di pregio è anche il riferimento alla localizzazione, nella stessa area destinata alla centrale, dell’impianto di termodistruzione dei rifiuti, scelta dal sindaco De Luca quale commissario del governo. «Ora – scrivono i giudici - appare al collegio che siffatta localizzazione, specie se riferita ad un ATO per i rifiuti corrispondente all’intero territorio provinciale di Salerno, tende a nocivamente sovrapporsi a quanto già in essere per l’impianto energetico in questione proprio perché riguarda un’area già ab illo tempore destinata, in esecuzione ad una volizione legislativa di pari forza formale di quella in virtù della quale il sindaco di Salerno fu nominato commissario delegato». Nella sostanza i giudici si spingono finanche a dire che, essendo stata destinata alla centrale termoelettrica, l’area non può accogliere il termovalorizzatore. La causa è stata discussa nell’udienza camerale dello scorso 22 dicembre quando il Tribunale si doveva esprimere sulla domanda sospensiva, formulata in calce a ricorso. In quella sede, però, il collegio giudicante, avvisate le parti costituite, si è riservato di decidere la controversia con lo strumento della cosiddetta “sentenza breve”, pubblicata, appunto, ieri. Il sindaco De Luca aveva impugnato il decreto del 6 agosto del 2009 con cui il direttore generale del ministero dello Sviluppo Economico (Dipartimento per l’Energia) ha prorogato l’autorizzazione del 2004 alla società Energy Plus. La proroga è stata concessa in quanto, secondo il ministero guidato da Claudio Scajola, sono «non imputabili alla volontà e alla responsabilità del produttore i ritardi nell’esecuzione dei lavori, nonché i ritardi nell’ambito del procedimento di espropriazione delle aree individuate dal piano particolareggiato delle opere autorizzate». L’originaria autorizzazione ministeriale del 2004 fu gravata da cinque ricorsi giurisdizionali dinanzi al Tar di Salerno, risoltisi con altrettante sentenze di rigetto. Successivamente il Consiglio di Stato ha confermato le pronunce negative del Tar ed ha respinto i tre appelli. Intanto, la società Energy Plus, costituita a Napoli con il capitale sociale di appena 20 mila euro, è stata trasformata in SpA (società per azioni) ed ha trasferito a Genova la sua sede sociale. Nei prossimi giorni il sindaco De Luca e la giunta comunaleesamineranno la praticabilità del ricorso in appello contro la sentenza di primo grado del Tar. Uguale verifica, una volta pubblicati i verdetti che li riguardano, faranno i legali della Provincia, delle tre aziende, e del Comune di Pontecagnano Faiano.

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