Il caso Nuovi sviluppi dopo la rimozione di Nuzzo e il brevissimo mandato dell’assessore anziano

Castelvolturno, in 11 si dimettono: arriva il commissario

Sarà il prefetto Capomacchia a reggere le sorti del Comune fino alle elezioni di marzo
12 gennaio 2010 - Vincenzo Ammaliato
Fonte: Il Mattino Caserta

Castelvolturno. Da lunedì a lunedì. Solo sette giorni d'interregno per Rocco Russo, e a Castelvolturno si rimescolano nuovamente le carte in tavola. Lunedì della scorsa settimana la prefettura di Caserta comunicò al presidente del consiglio del Comune litoraneo che sarebbe toccato all'assessore più anziano reggere le sorti dell'amministrazione dopo la rimozione del sindaco. Ieri, dal palazzo di governo, è giunto un nuovo decreto per Castelvolturno, conseguenza necessaria delle dimissioni presentate da 11 consiglieri, la maggioranza cioè degli eletti: il consiglio comunale è sciolto, e contestualmente viene nominato un commissario prefettizio. Sarà Michele Capomacchia a traghettare le sorti dell'amministrazione cittadina fino al rinnovo del consiglio comunale, previsto il prossimo 28 marzo. «Per gestire i servizi e i bisogni primari dell'amministrazione», si legge nelle righe del decreto di sciogliemento. Il prefetto Capomacchia probabilmente arriverà già questa mattina al municipio del centro litoraneo, e assumerà la carica di sindaco, giunta e consiglio. Dopo quattro anni e nove mesi, quindi, tutti a casa i politici locali, ai quali non resta che impegnarsi a fondo in quella che sarà sicuramente una calda campagna elettorale. Intanto, i componenti di quel che era la maggioranza di Francesco Nuzzo non hanno mostrato particolare stupore, né amarezza alla decisione della prefettura. L'assessore al demanio e sindaco per una settimana, Rocco Russo, si dice comunque soddisfatto del lavoro realizzato e di quanto ratificato durante l'ultimo consiglio comunale (il reintegro degli usi civici a Pinetamare e il cambio di destinazione d'uso dell'area dove dovrebbe essere realizzato il nuovo porto turistico). Ma proprio su questo particolare e fondamentale aspetto per il territorio si sofferma il capogruppo e candidato a sindaco del Pdl, Antonio Scalzone, secondo il quale il funzionario del municipio non dovrebbe ratificare gli atti dell'ultimo consiglio comunale perché secondo una sua interpretazione ci sarebbe un cavillo normativo che renderebbe nulli i lavori dell'assise. «In mancanza del presidente in carica, ha detto Antonio Scalzone, il consiglio comunale dello scorso venerdì è stato presieduto da Domenico Giancotti, come previsto da protocollo. Ma dopo le sue dimissioni è subentrato un consigliere non legittimato. Per questo motivo, qualora fossero ratificati gli atti, annuncia il capogruppo del Pdl, chiederemo siano annullati». Nell'attesa della prossima puntata di quella che sembra una vera e propria fiction iniziata dopo la rimozione del primo cittadino, l'ormai ex sindaco di Castelvolturno, Francesco Nuzzo ha rotto il silenzio che si era imposto sulla vicenda e si è detto né sorpreso, né deluso dell'ultima decisione della prefettura. «Semplicemente - ha detto l'ex primo cittadino, da Cremona dove è tornato a fare il magistrato - di quello che decide la politica a Castelvolturno non mi importa più assolutamente nulla. Ero e resto - ha aggiunto l’ex primo cittadino di Castelvolturno - semplicemente felice delle tracce indelebili lasciate sul territorio durante la mia amministrazione per il recupero economico e sociale dell'intero litorale».

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