La protesta Raduno dei gruppi ambientalisti al Garigliano

"No al nucleare, energia vecchia e dannosa"

Alcune decinde di persone al sit-in dei Verdi davanti alla centrale
10 gennaio 2010 - Alessandra Cappabianca
Fonte: Il Mattino Caserta

Sessa Aurunca. No alla centrale nucleare del Garigliano. Nel pomeriggio di ieri, incuranti del freddo e della pioggia battente, il segretario nazionale dei Verdi Angelo Bonelli, e una trentina di attivisti, con una delegazione di Legambiente e del Wwf e con comitati civici locali, si sono riuniti davanti all’impianto per ribadire le ragioni della loro protesta. «Il sito dell’ex centrale del Garigliano è stato individuato dal governo come sede del deposito nazionale di scorie nucleari», ha detto Bonelli, riferendosi a una gara d’appalto per i «lavori di realizzazione di un deposito per lo stoccaggio temporaneo di rifiuti radioattivi (D1) presso la centrale nucleare del Garigliano», bandita dalla Sogin lo scorso marzo. Sebbene i vertici della società abbiano più volte chiarito che nella centrale del Garigliano il deposito temporaneo ospiterà i soli rifiuti radioattivi già presenti nella centrale e che ciò permetterà di elevare ulteriormente la sicurezza nel loro stoccaggio a tutela della popolazione e dell’ambiente, in attesa che l’Italia si doti di un deposito nazionale, Bonelli insiste: «quello di Sessa Aurunca - ribadisce - sarà un deposito in cui confluiranno le scorie nucleari del nostro Paese e anche dall’estero. Questa è la piccola Chernobyl italiana - aggiunge - È incomprensibile che il governo voglia ripartire da un’area in cui l’incidenza tumorale è di oltre il 44 per cento, mentre la media nazionale è del 7 per cento, per continuare con questa vera e propria follia nucleare, che non solo è dannosa per la salute e per l’ambiente, ma è anche antieconomica e peserà, per intero, sulle bollette dei cittadini». Insomma, lo scontro sul nucleare e sull’utilizzo del sito è più che mai aperto. Anche la questione dell’impatto determinato dalla centrale sull’ambiente e sulla salute è quanto meno controversa visto che una relazione del 2008 firmata dal Dipartimento di prevenzione del ministero della Salute esclude che la struttura del Garigliano possa aver creato «danni sanitari e ambientali». In tal senso si era pronunciato anche il ministero dell’Industria in una relazione del 1998. «Entro un mese - annuncia Francesco Emilio Borrelli, commissario regionale dei Verdi - una nostra delegazione potrà visitare il sito del Garigliano e verificare finalmente lo stato di avanzamento dei lavori per il deposito delle scorie che dovrebbe essere completato nel 2011. Il nostro non è un no ideologico - precisa Borrelli - ma supportato dai fatti: il nucleare non è sicuro, è antieconomico e obsoleto. Questa centrale è stata costruita negli anni Sessanta, allora non c’erano alternative. Adesso che ne abbiamo, realizziamo al suo posto una centrale termodinamica». Nel corso della manifestazione sono stati anche piantati un ulivo e semi di girasole. «Il girasole - afferma il segretario provinciale di Caserta, Raffaele Aveta - rappresenta per noi un simbolo molto caro. Oltre a essere il logo dei Verdi europei è infatti il simbolo di una scelta chiara, la scelta del sole come fonte di approvvigionamento energetico. Da sempre, i Verdi hanno dimostrato un forte impegno su questa tematica che ha portato al cosiddetto Conto Energia, il decreto ministeriale che ha fatto moltiplicare vertiginosamente l’installazione di impianti fotovoltaici in Italia abbattendo i consumi energetici delle famiglie e creando occupazione in un momento di crisi profonda come quello che stiamo vivendo. Pensare di realizzare un deposito di scorie nucleari in un territorio a forte vocazione turistica come il nostro - conclude Aveta - vuol dire dare il colpo di grazia ad un settore già completamente in ginocchio».

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