La proposta di Boffa

"Lavoriamo per portare in parlamento emendamenti condivisi"

10 gennaio 2010
Fonte: Il Mattino Avellino

Occorre trovare il modo di tornare ai poteri ordinari in maniera graduale e ordinata, senza generare confusione istituzionale e conflitti di competenze tra gli enti territoriali, ed è proprio in questo senso che va emendato il decreto 195. Parola di Costantino Boffa, deputato del Pd, convinto sostenitore delle necessità di elaborare emendamenti condivisi. A suo avviso, una delle principali criticità riscontrabili nel provvedimento è proprio quella quella relativa alle competenze attribuite ai singoli enti territoriali regionali: «ad esempio - spiega Boffa - in materia di impianti e di termovalorizzatori si compiono scelte inspiegabilmente diverse, a Salerno la realizzazione del termovalorizzatore viene affidata alla competenza della Provincia mentre a Napoli si affida all’Asia, l'azienda speciale del Comune, creando una confusione e una distribuzione di competenza non giustificata. Il decreto 195 ha dunque bisogno di essere emendato e modificato in alcune sue parti, a cominciare dall'art 11 che, a mio avviso, andrebbe addirittura riscritto tenendo presente l'esigenza di avere una normativa unica per tutti che omogeneizzi le attribuzioni istituzionali ripartendo in modo chiaro le competenze e i poteri effettivi». Del resto, così com’è «il decreto rischia di riprodurre su scala provinciale gli stessi problemi avuti nella lunga vicenda commissariale: al posto di un commissario se ne individuano 5 nei presidenti delle Province, con società provinciali che rischiano di diventare ulteriori carrozzoni in mancanza di seri piani industriali e seri programmi di organizzazione del ciclo dei rifiuti». E poi, «va chiaramente definita la questione delle risorse finanziarie: infatti alle competenze assegnate alle Province non corrispondono adeguate scelte finanziarie ed anzi si aggrava il conflitto tra gli enti locali spostando la Tarsu dai Comuni alle Province. Questa scelta comporterà sicuramente una grave crisi finanziaria per i Comuni molti dei quali rischieranno di sfondare il patto di stabilità, e al tempo stesso non consentirà alle Province di esercitare un’azione efficace vista l’inadeguatezza delle risorse». Infine, «si deve assolutamente evitare di scaricare sul sistema delle autonomie e quindi sui cittadini il peso dei crediti vantati dal commissariato».

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