Inchiesta Cosentino, il gip: «Intercettazioni rilevanti»

Inviata alla Camera la richiesta di autorizzazione. La decisione spetta alla giunta guidata da Castagnetti
9 gennaio 2010 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Le considera «pertinenti» e potenzialmente «rilevanti». Trenta pagine firmate dal gip Raffaele Piccirillo, sulla utilizzabilità delle intercettazioni telefoniche raccolte dalla Procura di Napoli nel corso dell’inchiesta che vede indagato il sottosegretario all’Economia Nicola Cosentino, per un’ipotesi di concorso esterno in associazione camorristica. È di ieri mattina, dunque, il nuovo provvedimento adottato dal gip, che manda a Roma, alla giunta per le autorizzazioni a procedere, un fascicolo con le conclusioni della Dda di Napoli sulle 46 telefonate in cui viene ascoltata la voce di Cosentino. Un dispositivo che segue un’udienza a porte chiuse in cui si erano espressi accusa e difesa. Stando ai pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, le telefonate possono integrare il racconto dei collaboratori di giustizia e rafforzare il presunto intreccio di «voti e favori» che avrebbe visto coinvolto Cosentino con alcuni imprenditori riconducibili al clan dei Casalesi. Diversa ovviamente la tesi della difesa, che a porte chiuse però non ha fatto ostruzionismo: difeso dai penalisti Agostino De Caro e Stefano Montone, Cosentino non si è opposto alla utilizzazione delle telefonate, sottolineandone però la scarsa rilevanza rispetto all’inchiesta in corso. Ora la parola passa alla giunta per le autorizzazioni a procedere, presieduta da Pierluigi Castagnetti, che dovrà calendarizzare la nuova discussione sulle telefonate di Cosentino (possibile che l’udienza venga fissata il prossimo 20 gennaio). Ma in cosa consiste il dispositivo firmato ieri dal gip Piccirillo? In trenta pagine, il giudice chiarisce di aver assunto una valutazione «a maglie larghe», in una fase dell’inchiesta in cui la contestazione è ancora «fluida», al punto tale da far considerare utili (per l’accusa, ma anche per la difesa) le conversazioni del coordinatore campano del Pdl. Sul tavolo di Castagnetti, arriveranno così 46 telefonate, in cui Cosentino parla con i fratelli Sergio e Michele Orsi (quest’ultimo ucciso nel 2008), ma anche con Giuseppe Valente, presidente del Consorzio Ce4. Discorsi intercettati tra il 2002 e il 2004, negli anni in cui la società mista Eco4 e il consorzio casertano Ce4 - due realtà nate per risolvere l’emergenza rifiuti - assorbivano ingenti investimenti pubblici. Ma di cosa parla il deputato al telefono? Centrale è l’affare rifiuti. Anzi: la «provincializzazione» dei rifiuti, in una strategia che serviva a creare un polo gestionale tutto casertano, al di là della strategia del commissariato di governo. Cosentino viene intercettato, ad esempio, mentre parla con Valente a proposito di «Impregeco», una sorta di superconsorzio nato per abbracciare comuni dell’hinterland napoletano e casertano e che avrebbe rappresentato un importante bacino di interessi per i suoi referenti politici. Una cabina di regìa decisiva per gestire manodopera, assunzioni, per irrobustire clientele. È l’impianto dell’inchiesta della Dda di Napoli, sostenuto dall’imprenditore Gaetano Vassallo, alla base dell’ordinanza cautelare in carcere firmata lo scorso novembre a carico di Cosentino dallo stesso gip Piccirillo («voti contro favori»), un ordine di arresto respinto dalla stessa giunta che oggi deve intervenire sulle 46 conversazioni intercettate.

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