S. Agata dei Goti

Ecosistema via al progetto di bonifica dell'Isclero

3 gennaio 2010 - Giuseppe Piscitelli

Sant'Agata dei Goti «L’Isclero: la rinascita di una bellezza» è il titolo di uno dei tre de progetti preliminari approvati nell'ultima seduta dell'anno dalla giunta Valentino e presentati nell’ambito dei Pirap (Progetti integrati rurali per le aree protette) in partenariato pubblico con il Parco del Taburno Camposauro. L’intervento interessa la fascia fluviale del fiume che attraversa la città. L'intera area sarà riqualificata con operazioni di recupero di manufatti e restauro delle architetture tipiche del paesaggio rurale, ripristino dei muretti originali del fiume realizzati a secco e con un'opera di terrazzamento dei terreni circostanti. Il progetto prevede anche il risanamento degli ecosistemi che caratterizzano la fascia alluvionale dell'Isclero, un corso d'acqua a regime torrentizio che nasce a Cirignano di Montesarchio, attraversa in diagonale l’intera la Valle Caudina, per circa 30 km di lunghezza e sfocia nel Volturno a Limatola. L’Isclero è privo idonee strutture depurative, eccetto due moderni impianti di depurazione, a Cervinara e Sant'Agata, che non operano per problemi di manutenzione, ed è uno dei più inquinati fiumi d'Italia anche a causa della cementificazione del suoi letto e dell'assenza di coscienza ecologica in gran parte della popolazione. Il fiume caudino è ridotto a canale di scarico: vi si sversano liquami senza alcuna precauzione. Lungo il percorso sono depositati cumuli di immondizia, causa di inevitabili danni all'ecosistema. Il fenomeno dell'inquinamento dell'Isclero diventa ogni anno più grave, malgrado i vari progetti anche da parte della Provincia. Sant'Agata potrebbe risanare il suo ecosistema dell'Isclero mediante la realizzazione del progetto. La giunta Valentino ha poi approvato «Percorso d’arte in natura», intervento che si sviluppa intorno al versante occidentale del costone su cui si erge il centro storico della città, nella valle del Martorano. Il progetto interessa il sentiero di proprietà pubblica che dal lavatoio Reullo giunge al Ponte sul Martorano, costeggiando il versante occidentale della propaggine tufacea nel vallone del torrente. Sempre per l’area del Reullo è stato presentato ed approvato il progetto di valorizzazione, finalizzato a riqualificare e rendere fruibile la storica zona del lavatoio eliminando i detrattori ambientali e realizzando una passerella lignea di collegamento.

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