Cosentino, le telefonate arrivano sul tavolo del gip

Conversazioni con il manager dell'ex conserzio Ce-4
Pronuncia entro il 6 Gennaio
29 dicembre 2009 - r.cap
Fonte: Il Mattino Caserta

Dieci giorni per decidere su pertinenza e rilevanza delle chiacchierate telefoniche trascritte in forma di verbale e allegate al fascicolo Cosentino. Sono una quarantina di conversazioni, tutte già utilizzate in altri procedimenti giudiziari relativi alle inchieste su rifiuti e camorra, nelle quali compare il nome del sottosegretario all’Economia o dove lui stesso è uno degli interlocutori. E sono state esaminate ieri mattina, nel corso di una veloce camera di consiglio, dal gip Raffaele Piccirillo e dai difensori del parlamentare del Pdl, Stefano Montone e Agostino De Caro, alla presenza dei due pm dell’inchiesta, Giuseppe Narducci e Alessandro Milita. Al termine, il giudice che un mese e mezzo fa aveva chiesto alla Camera l’autorizzazione all’arresto per concorso esterno in associazione camorristica di Nicola Cosentino (autorizzazione negata), si è riservato. Presumibilmente, depositerà la sua decisione a cavallo dell’Epifania, impiegando per la valutazione degli atti tutto il tempo previsto dalla legge. Nessuna opposizione forte da parte del collegio di difesa, che ritiene di nessuna importanza probatoria il materiale integrativo proposto dalla Procura e che nel contraddittorio ha insistito proprio su questo particolare, cioè sull’irrilevanza delle conversazioni tra quelli che all’epoca erano due esponenti politici dello stesso raggruppamento. Il materiale depositato riguarda, dicevamo, una quarantina di conversazioni telefoniche le cui intercettazioni erano state autorizzate tra il 2002 e il 2004 a carico di Giuseppe Valente, ex presidente del consorzio intercomunale Ce4, o dei fratelli Sergio e Michele Orsi (quest’ultimo ucciso a Casal di Principe, in un agguato di camorra, il primo giugno del 2008), titolari della società a capitale misto Ecoquattro. Parla anche Cosentino, coordinatore di Forza Italia, per fissare appuntamenti con Valente o commentare la proposta di scioglimento antimafia del Comune di Mondragone, definita dal parlamentare una sorta di killeraggio politico. Ci sono anche riferimenti alla dubbia posizione dei fratelli Orsi, per i quali in quei giorni la Prefettura di Caserta stava decidendo sul rilascio della certificazione antimafia. Un fatto, questo, oggetto dell’inchiesta principale sulle infiltrazioni della camorra nelle gestione dei rifiuti in provincia di Caserta, ed esaminato a marzo scorso dal gup Enrico Campoli. In quell’occasione erano state vagliate le stesse telefonate, che riguardano anche la posizione dell’ex ministro Mario Landolfi. Nei suoi confronti pende ancora una richiesta di rinvio a giudizio per corruzione aggravata dal favoreggiamento della camorra; richiesta sospesa in attesa della decisione della Corte costituzionale proprio sull’utilizzo delle telefonate.

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