La risposta alla Regione: «Non ha le competenze tecniche per giudicare il valore del termovalorizzatore di Acerra, noi sì»

Bertolaso: "Ora la Campania non ha più alibi"

Piena fiducia nell'Asia: "Lavora bene, ma napoli rischia"
Oggi il passaggio di consegne
29 dicembre 2009 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

«Ora gli amministratori locali non hanno più alibi. Saranno gli elettori a giudicarli».
Guido Bertolaso è soddisfatto del lavoro compiuto in questi mesi e con il Mattino traccia il bilancio di una sfida che considera vinta. Oggi i suoi collaboratori incontreranno i rappresentanti di Regione e Province per il passaggio di consegne: è la fine di una crisi buia e drammatica, durata 15 anni. Per la Campania è un momento storico.
«Ne sono convinto. Dopo un lunghissimo periodo di poteri straordinari, un numero ormai imprecisato di commissari, 8 decreti legge varati solo negli ultimi 6 anni, si torna finalmente alla normalità».
Il bilancio di questi mesi vissuti in trincea?
«Senza dubbio positivo. Certo, qualcuno sostiene che l’emergenza non è finita e che le strade sono ancora sporche, ma credo che queste valutazioni nascano soprattutto da un diffuso senso di scetticismo. Il dato inconfutabile è che ci sono 6 discariche a norma, 7 impianti Stir attivi e un termovalorizzatore che funziona come un orologio svizzero, non inquina e produce reddito».
Il governo ha fissato il valore dell’impianto di Acerra in 370 milioni di euro. Ma la Regione non è d’accordo.
«Con la Regione abbiamo sempre lavorato in modo positivo ed efficace, ma credo che non abbia la capacità tecnica e le competenze per esprimere questi giudizi. La nostra stima deriva da una serie di documenti scientifici, prodotti da istituti di ricerca nazionali assolutamente attendibili».
Perché avete affidato alla Provincia e non al Comune l’iter per il termovalorizzatore di Salerno?
«Al sindaco Vincenzo De Luca non abbiamo mai fatto mancare il nostro totale e incondizionato appoggio. Ma purtroppo, per una serie di difficoltà oggettive, le scadenze non sono state rispettate. Così abbiamo deciso di attenerci alla legge regionale che prevede per le Province un ruolo diretto. La strada migliore per raggiungere l’obiettivo è, comunque, la piena collaborazione istituzionale tra gli enti».
Oltre un miliardo di euro di debiti in 15 anni. Gli enti locali saranno in grado di sostenere questi costi?
«Per troppo tempo sono stati spesi fiumi di soldi scaricando sugli altri le responsabilità. Ora questa stagione è finita. Affidiamo al territorio un sistema sano e redditizio, non più in perdita, e istituiamo una struttura stralcio per il pregresso».
Un altro nodo cruciale riguarda il destino dei lavoratori.
«Sono grato a ognuno di loro per il senso di responsabilità dimostrato in questi mesi. Una fiducia che abbiamo ricambiato in pieno: verranno assunti tutti, infatti, nelle nuove società provinciali».
Sono ore decisive per i sindaci inseriti nella black list.
«L’ultima parola spetta al ministro dell’Interno che, anche nel mese di gennaio, ha la possibilità di commissariare i Comuni inadempienti, se necessario andando oltre le nostre indicazioni. Il punto è che oggi non ci sono più alibi per nessuno. Gli impianti funzionano regolarmente, il sistema è collaudato e affidabile: si tratta solo di raccogliere quest’eredità portandola avanti con impegno, determinazione, trasparenza e rigore».
Gli enti locali saranno all’altezza della sfida?
«Non sono preoccupato. La nuova classe dirigente sarà certamente in grado di occuparsi dello smaltimento dei rifiuti, come del resto avviene in tutte le altre regioni».
Napoli sta tentando lo sprint per raggiungere il 25% di differenziata.
«Con il nuovo amministratore delegato, Daniele Fortini, l’Asìa ha compiuto significativi passi in avanti. Anche per questo abbiamo scommesso sull’azienda affidandole la progettazione del termovalorizzatore cittadino e la gestione di due Stir. È evidente che bisognerà continuare lungo questa strada perché Napoli, come tutti gli altri Comuni, è soggetta alla spada di Damocle del commissariamento».
C’è il rischio che, con il ritorno alla normalità, le ecoballe non vengano smaltite?
«Il pericolo esiste, inutile negarlo. Ma da oggi noi non scompariamo, restiamo in campo e vigiliamo. Nel 2010 speriamo partano i lavori per gli impianti di Napoli e Salerno che, con Acerra, potranno bruciare le ecoballe: l’obiettivo è realizzare subito un cronoprogramma con la collaborazione di tutti».
In tanti pensano a lei come al candidato governatore del Pdl.
«Ciò che ho fatto per Napoli e la Campania è solo un piccolo atto d’amore nei confronti di una terra che adoro. Ho lavorato da sottosegretario gratuitamente e senza secondi fini, come la candidatura a sindaco o a governatore. Aver risolto questa emergenza è dunque per me la maggiore soddisfazione possibile».

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