Un affronto a tutti i cittadini onesti

Casal di Principe, il sindaco Cristiano contro Bertolaso: provvedimento ingiusto
5 dicembre 2009 - Tina Cioffo
Fonte: Il Mattino Caserta

Casal di principe. Amareggiato, basito, deluso. Gli aggettivi che Cipriano Cristiano, sindaco di Casal di Principe, usa per commentare la richiesta di commissariamento inoltrata al ministro dell’Interno Roberto Maroni, da parte del sottosegretario all’emergenza rifiuti Guido Bertolaso, non lasciano dubbi. È trascorsa una notte e ieri Cristiano si è presentato a una conferenza stampa: vorrebbe gettare tutto all’aria e ritornare a fare il medico, il cardiologo, così come ha fatto prima di essere eletto primo cittadino. Definisce l’iniziativa di Bertolaso come «sparare nel mucchio» e ancora «una nuova azione denigratoria rivolta ai casalesi, ai cittadini onesti di Casal di Principe, destinati a pagare colpe che non hanno». E quando ieri mattina, in quella che doveva essere una conferenza stampa di annuncio dimissioni poi trasformatasi in una sorta di riunione interpartitica dai toni più o meno accesi, gli è stato fatto notare che, in fondo, la richiesta di rimozione del sindaco, Bertolaso non l’ha fatta soltanto per Casal di Principe ma per altri otto Comuni, fra centri del Casertano e del Napoletano, Cristiano non ha avuto dubbi nell’affermare: «inserire il nostro paese è stato come mettere la ciliegina su una torta». Un provvedimento che perfino i rappresentanti dell’opposizione, Angelo Ferraro e Luigi Pettrillo, entrambi dell’Udeur, ritengono «assolutamente ingiusto». Ottenere le dimissioni del sindaco avrebbe fatto gioire qualsiasi minoranza ma a Casal di Principe non funziona così. A convincere di dover modificare i contenuti della lettera di dimissioni dalla carica (già pronta), aggiungendo invece i dati dell’Ufficio ecologia, i parametri della raccolta e i continui inviti rivolti al commissariato e al Consorzio Unico, spedendo tutto al ministero in modo da contrapporsi al provvedimento di Bertolaso, è stato lo stesso Ferraro. «Il paese ha bisogno di essere amministrato non di un commissario», la giustificazione addotta da Ferraro e dalle forze di opposizione. La sintesi è in due punti: coordinarsi con gli altri sindaci per un’azione congiunta, chiedere spiegazioni al commissariato. Il primo incontro ieri pomeriggio, il secondo è invece previsto per mercoledì prossimo. Ma cosa avrebbe spinto Bertolaso a inserire Casal di Principe nella rosa dei Comuni «inadempienti»? Antonio De Angelis, fino a qualche mese fa consigliere comunale e ora dirigente del settore ecologia comunale, cita i dati della raccolta differenzia riconosciuti dal consorzio unico di bacino che vede il 6% a ottobre, il 10,30% nei primi dieci giorni di novembre fino ad arrivare al 40,30% dal 22 al 30 novembre. Nel fax inoltrato dal commissariato di governo e arrivato negli uffici municipali intorno all’una e mezza di notte, cioè diverse ore dopo l’arrivo della notizia alle agenzie di stampa, si parla di «numerose diffide inoltrate». Agli atti ce ne sarebbero due: la prima alla fine di luglio, tra il 27 e il 28, per via Del Pozzo, via Moscati, via Vaticale, via Cavour, via San Donato e viale Europa. Strade nelle quali l’amministrazione comunale, così come era stato comandato, ha provveduto a togliere i rifiuti accumulati. La seconda datata 22 settembre, per via Tintoretto e via Einaudi. Sul territorio comunale ci sarebbero poi almeno 32 siti inquinanti che aspettano di essere bonificati. Ad occuparsene doveva essere la Jacorossi.

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