I problemi dei servizi

La gestione dei rifiuti non andrà ai privati

La Provincia definirà a fine mese le linee guida. Soddisfatti i sindacati: scelta saggia
19 novembre 2009 - Michele De Leo
Fonte: Il Mattino Avellino

La gestione del ciclo integrato dei rifiuti sarà interamente pubblica. La questione verrà definita in tempi strettissimi, attraverso la discussione e l'approvazione delle linee guida in consiglio provinciale. Nel giorno dello sciopero dei lavoratori dell'igiene ambientale contro l'articolo 15 del decreto Ronchi, da palazzo Caracciolo arrivano le rassicurazioni richieste dalle organizzazioni di categoria. Il confronto tra l'assessore all'ambiente Domenico Gambacorta ed una delegazioni di sindacati e lavoratori ribadisce la volontà della politica di non coinvolgere i privati nella partita. Un risultato che rappresenta la definizione di un percorso già delineato ma che viene comunque accolto con grossa soddisfazione dalle organizzazioni di categoria. L'Amministrazione Provinciale accetta la sfida di procedere in direzione opposta rispetto a quella tracciata dall'esecutivo nazionale. La protesta ha assunto, dunque, in Irpinia una doppia valenza. Non solo malcontento rispetto ad una scelta del Governo, testimoniato con un presidio nei pressi della Prefettura ed un documento consegnato al vice prefetto Amabile che si è fatto tramite nei confronti del Ministero degli Interni. Ma necessità di un approfondimento di una questione tutta locale, come l'affidamento della gestione provinciale dei rifiuti, in stretta relazione con l'articolo più contrastato del decreto Ronchi. Le buone notizie, per le organizzazioni di categoria, sono arrivate dal vertice con l'assessore Gambacorta, seguito al presidio di una folta delegazione dei lavoratori nei pressi di palazzo Caracciolo. Perché non solo è emersa la volontà di perseguire una linea che l'esponente dell'esecutivo aveva tracciato sin dai primi giorni, ma è stata confermata la volontà di chiudere la partita in tempi brevi. Sul percorso c'è piena sintonia, ribadita anche dalla condivisione della certezza di una prima fase di difficoltà, un anno di transizione derivante dalla necessità di dar corso alla Tia (Tariffa di igiene ambientale) e di non poter contare su un'impiantistica adeguata a soddisfare il fabbisogno provinciale. La questione del nuovo soggetto gestore sarà affrontata nel corso del consiglio provinciale in programma, con ogni probabilità, il 27 e 28 novembre. La maggioranza illustrerà le linee guida di un percorso cui chiederà la condivisione dell'intera assemblea. Immediatamente successive l'approvazione dello statuto e la definizione di tutte le questione inerenti il passaggio di consegne tra i due Cosmari e il nuovo soggetto gestore. A riguardo, palazzo Caracciolo ha confermato che non esiste alcuna indicazione, nemmeno in termini numerici, sul management che guiderà la costituenda società. «La sfida accettata dalla politica - evidenzia Michele Caso della Cisl - deve essere condivisa da tutti: l'obiettivo (comune) è quello di costruire un'organizzazione che garantisca un servizio di qualità a costi contenuti e non mortifichi le condizioni dei lavoratori. La conferma di un percorso avviato da tempo rappresenta un ottimo risultato che ci carica di ulteriori responsabilità: abbiamo il compito di verificare che la costituenda gestione sia competitiva ed efficace». Soddisfazione per l'esito del vertice in provincia è stata espressa da tutte le organizzazioni di categoria. «È necessario - spiega il segretario della Fp Cgil Luigi Mauro - procedere subito alla definizione degli atti operativi collegati al passaggio di consegne nella gestione». Punti fermi del protocollo di intesa presentato dai sindacati in Provincia, la cui firma è slittata, per volere di Gambacorta, alla fase successiva della discussione in consiglio. «Un protocollo - dichiara il segretario della Uil Franco De Feo - che deve rappresentare un vero contratto tra le parti. La scelta dell'amministrazione provinciale ci soddisfa e ci conforta perché va nella direzione di una tutela di lavoratori e cittadini e di un contenimento dei costi: fatti concreti che dovranno essere definiti dall'esame del consiglio provinciale».

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