IL PDL E LA CORSA ALLE REGIONALI

IL RISCHIATUTTO DI "NICOLA 'O MERICANO" E LA FAlDA TRA AMICI

Non si farà da parte, dicono i suoi. Fuoco amico da Fini a Bocchino. E poi la variante De Mita.
10 novembre 2009 - Enrico Fierro
Fonte: Il Fatto

E adesso chi sarà il candidato governatore in Campania, l'uomo destinato ad agguantare quella che per il Pdl era una vittoria sicura? Nicola Cosentino non mollerà, dicono i dirigenti del partito più vicini all'uomo che la procura di Napoli vuole arrestare con l'accusa di essere uno dei referenti della camorra casalese. Nicola 'o mericano vestirà i panni del Tortora del Duemila, farà una campagna in stile perfettamente berlusconiano. Contro i giudici comunisti, contro i giustizialisti, ma anche contro quella parte del Pdl che gli ha sparato addosso. Ad iniziare da Italo Bocchino uno di quei "frocetti" (così il sottosegretario ha bollato i suoi nemici tempo fa) che da Roma hanno remato contro la sua ascesa a viceré. Cosentino ha capito che le cose si stavano mettendo male quando Il Roma (edito da Bocchino) ha anticipato i tam tam sul provvedimento dell'antimafia napoletana. Il sottosegretario, poi, ce l'ha con Alfredo Vito e Paolo Cirino Pomicino, due "impresentabili" che si sono pubblicamente espressi sulla inopportunità di una sua candidatura, e con quei personaggi "che hanno governato lo sconfìttismo'" I fratelli Antonio e Fulvio Martusciello, in primo luogo, gli eterni padroni di Forza Italia a Napoli. Quelli che in Campania hanno sempre perso contro Bassolino. Resistere, quindi, e a tutti i costi. Chiamando a raccolta gli amici. Che già si sono mobilitati. Se, ospite da Fazio, Gianfranco Pini ha messo una pietra tombale sulla sua candidatura, Mario Landolfi, vice coordinatore del Pdl in Campania, lo sostiene. I due hanno una storia politica diversa, ma li accomunano le rivelazioni dei pentiti di camorra. Gaetano Vassallo, una volta imprenditore di riferimento dei casalesi nel settore ritìuti, da due anni gola profonda, ha parlato diffusamente del Consorzio Eco4, del controllo che Cosentino esercitava sugli affari della struttura, e degli interessi dell'onorevole Mario Landolfi. Anche Maurizio Gasparri ha avuto parole di conforto, e Gianfranco Rotondi di sostegno. Poca roba, la partita è tutta ancora da giocare per Nicola 'o merìcano. Ma nel Pdl c'è già chi pensa ad una exit strategy Ci vuole un volto pulito come quello dell'ex ministro Stefano Caldoro, sostenuto sia da Italo Bocchino che dalla ministra Mara Carfagna, oppure un indipendente, un nome della società civile. A Napoli, riferiscono fonti interne al centrodestra, è di nuovo iniziato il pressing su Gianni Lettieri, il presidente degli industriali. In questo scenario, la proposta che verrebbe avanzata a Cosentino è netta: libera il campo e il Pdl unito ti difenderà, la tua vicenda entrerà nel calderone delle polemiche sulla riforma della giustizia. Fai il bel gesto e il tuo sistema di potere sarà salvo. Un sistema granitico, con Luigi Cesaro, da sempre uomo di Cosentino, anche lui indicato da pentiti come vicino ai clan casalesi, presidente della provincia di Napoli, consiglieri comunali, sindaci, assessori e buona parte del partito in Campania. Il passo indietro si può fare. C'è poi la variante Udc, che in Campania si traduce Ciriaco De Mita. Alle ultime elezioni amministrative ha scelto l'alleanza col Pdl marcato Cosentino conquistando tre province su cinque. Una vittoria insperata. De Mita, potrebbe approtìttare della vicenda Cosentino e delle diftìcoltà di Berlusconi per proporre un nome suo come condizione per allearsi col Pdl. Un volto pulito, che salvi lafaccia della coalizione, ma anche l'impero politico di Nicola 'o mericano. Si parla di Raimondo Pasquino, rettore dellUniversità di Salerno. Mollerà Cosentino? Non è detto. Rampollo di una famiglia di imprenditori di Casal di Principe (gestiscono la Aversana Petroli), dei sette fratelli è stato quello destinato alla politica. Prima socialdemocratico, poi, nel 1996, deputato di Forza Italia. Rieletto nel 2008, con il sostegno dei dan casalesi, sostiene la Dda di Napoli, conquista il partito e un posto di sottosegretario all'Economia con deleghe pesantissime. L'ultimo passo, quello di governatore. La strada era in discesa. Ora è tutta in salita e zeppa di ostacoli.

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