Campania, per il coordinatore del Pdl i magistrati ipotizzano il reato di concorso esterno in associazione mafiosa stralciata dal giudice la sua posizione

Casalesi, il gip alla Camera «Cosentino va arrestato»

Firmata l’ordinanza. L’accusa: collusioni con i clan
10 novembre 2009 - Leandro Del Gaudio
Fonte: Il Mattino

Il gip firma il provvedimento di arresto a carico di Nicola Cosentino. Dopo mesi di studio e di riscontri incrociati, il giudice per le indagini preliminari Raffaele Piccirillo ha rotto gli indugi, con una decisione che dà per il momento ragione alle conclusioni della Procura di Napoli: il giudice ha infatti deciso di spedire a Roma l’ordine di arresto in carcere per il parlamentare di Casal di Principe in quota Pdl, dal 2008 Sottosegretario all’Economia del governo Berlusconi. Un provvedimento di arresto che non diventa esecutivo, visto lo stato di parlamentare del numero due del ministero guidato da Tremonti. Nelle prossime ore, la richiesta firmata dal gip approderà alla giunta per le autorizzazioni a procedere di Montecitorio, che dovrà riunirsi per rispondere all’istanza napoletana. Una decisione che arriva dopo mesi di studio e riscontri incrociati, scanditi da clamorose fughe di notizie e da un avvelenato clima preelettorale in vista delle prossime regionali. Il gip ha dunque detto sì agli arresti, confermando in prima battuta l’impianto accusatorio elaborato dai pm Giuseppe Narducci e Alessandro Milita, due veterani del pool anticamorra in forza alla Procura di Giovandomenico Lepore. Ed è dalle indagini della Dda che nascono le accuse mosse in queste ore al parlamentare campano: Cosentino risponde di un’ipotesi di concorso esterno in associazione camorristica, in relazione ai presunti rapporti intrecciati con esponenti dei spicco della camorra dei casalesi, anche se il provvedimento del gip è al momento unico, riguarda cioé la sola posizione del sottosegretario all’Economia. Ipotesi di accusa comunque tutte da dimostrare, respinte con veemenza in questi mesi dallo stesso Nicola Cosentino. Tanto che è stato lo stesso parlamentare in queste ultime settimane a parlare esplicitamente di «macelleria mediatico-giudiziaria», per le ripetute indiscrezioni di un’indagine sul suo conto del pool anticamorra napoletano. Ma di cosa è accusato Nicola Cosantino? L’inchiesta nasce dalle dichiarazioni di alcuni pentiti, tra cui l’imprenditore in odore di camorra Gaetano Vassallo, per anni legato a doppio filo con i clan del Casertano. Nato a Casal di Principe cinquanta anni fa, una laurea in Legge e una carriera politica costruita nelle file di Forza Italia nel corso degli anni Novanta e del decennio in corso, Cosentino è da mesi al centro di indiscrezioni esplosive: la sua storia giudiziaria diventa rovente dopo clomorose discovery anticipate degli atti. La più importante quattordici mesi fa, quando i verbali del collaboratore di giustizia Vassallo finirono sull’Espresso appena pochi giorni dopo un interrogatorio destinato a rimanere segreto. Veleni di «Gomorra» sempre smentiti, anche attraverso atti formali. Tramite i suoi legali - i penalisti Agostino De Caro e Stefano Montone -, il parlamentare si è sempre dichiarato disponibile a sostenere interrogatori ed ha finanche sporto denunce contro lo stillicidio di indiscrezioni pubblicate sul suo conto. L’ultima mossa ieri mattina, con una nuova richiesta di interrogatorio, finalizzata a porre fine a quello che i suoi legali definiscono un «incivile gioco al massacro». Decisione sofferta, dunque, quella del gip Piccirillo. Un fascicolo rovente: verbali di interrogatorio, deposizioni assunte a sommaria informazione, informative di pg. Riscontri che il gip ha ritenuto validi, attendibili e coerenti, in un provvedimento firmato e spedito in queste ore a Montecitorio, mentre nella serata di ieri Fabrizio Alfano, portavoce del presidente della Camera Gianfranco Fini, si è affrettato a chiarire che «alla presidenza della Camera non risulta pervenuta, allo stato, alcuna richiesta da parte dell’autorità giudiziaria di Napoli». Sono gli ultimi sussulti di una vicenda giudiziaria che ora attende la valutazione della giunta per le autorizzazioni a procedere e che dal binario giudiziario è destinata a deragliare su quello politico-elettorale.

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