La tesi: un progetto inutile meglio puntare sull’eolico E il parroco chiede di evitare nuovi espropri ai contadini

Megacentrale Edison, Provincia in campo

Sibilia sposa la battaglia della comunità di Flumeri contro la realizzazione dell’impianto termoelettrico
31 ottobre 2009 - Nicola Diluiso
Fonte: Il Mattino Benevento

Manifestanti Flumeri prepara la «resistenza». E non in solitudine. Ieri l’attesa notizia: la Provincia ha ufficializzato la propria posizione. Il Presidente di Palazzo Caracciolo, l'onorevole Cosimo Sibilia, è chiaro: «Questo progetto immaginato per produrre energia non serve. Noi saremo al fianco delle popolazioni e delle amministrazioni locali perché riteniamo ampiamente comprensibili le ragioni del loro dissenso. L’Irpinia - aggiunge il presidente - ha già una sovraproduzione energetica ragion per cui la centrale di Flumeri non avrebbe alcun significato di esistere, tenuto conto anche della cospicua presenza di impianti eolici molto meno impattanti di un impianto a turbogas». Sibilia è fermo nella sua linea. Si dichiara pronto ad incontrare gli interlocutori ed è fermamente convinto che questa provincia va difesa: «Perché non possiamo permettere che in un territorio già mortificato dalla presenza di discariche regionali, tra Difesa Grande e Savignano Irpino, sorga un’altra fonte inquinante». In realtà la posizione del presidente Sibilia riflette la linea programmatica sostenuta dall'ente di Palazzo Caracciolo sin dagli albori di questa vicenda che ebbe inizio nel 2001. Nel novembre di quell’anno al Comune di Flumeri giunse comunicazione dalla Edison, allora Fiat Energia, dell’avvenuta presentazione del progetto. Il Comune, con l’allora sindaco Gaetano Sinibaldo Di Paola, convocò d’urgenza i colleghi del comprensorio per dare vita ad una serie di iniziative a sostegno delle proprie posizioni. E in questi anni la Provincia - siamo nel 2003 - con il Comitato tecnico - ha espresso parere negativo rispetto al progetto Edison. Posizione che fu poi riconfermata nel 2006 - delibera consiliare nr.13 del 20/03/06 -. Oggi, dunque, l’ente sovracomunale non muta i propri piani, il proprio agire. Intanto, si studiano, su più fronti, iniziative di lotta. Bandiere rispolverate e nel giro di qualche giorno potrebbe rispuntare, proprio a poche centinaia di metri dal sito individuato dalla Edison Spa, la tenda della resistenza. Simbolo della lotta contro l’impianto che da più parti viene definito un vero e proprio «ecomostro». E, da sotto gli alberi - ora divenuti grandi, piantati alcuni anni orsono nei terreni a rischio insediamento dagli alunni dell’Istituto comprensivo di Flumeri come emblema di difesa del suolo e dell’ambiente - potrebbe ripartire la grande marcia. «La nostra terra che in passato è stata sottratta ai contadini per l’insediamento della grandi industrie ha già pagato dazio - ricorda il parroco di Flumeri, don Giuseppe Diluiso -. Ora è giunto il momento di contrastare un progetto che non risulterebbe armonico con il processo di industrializzazione in atto in Valle Ufita e che altererebbe gli equilibri ambientali, quelli vocazionali, mettendo a rischio la salute del cittadino». Ci sono tre mesi di tempo prima della conferenza dei servizi. E come il sindaco di Flumeri, Rocco Antonio Giacobbe, si è attivato per mettere in allerta le istituzioni, Stella Simoniello, portavoce del Comitato anti-centrale, sta provvedendo a ricompattare i comitati territoriali, i sindacati dei lavoratori della Irisbus, l’Anpas di Grottaminarda, Cittadinanzattiva. Intanto, sulla vicenda interviene la Comunità Montana dell'Ufita. «Tenuto conto del principio di solidarietà - spiega il presidente Oreste Ciasullo - e facendo valere le giuste ragioni di un territorio già troppo penalizzato, non posso che confermare la mia adesione totale a tutte le iniziative volte a salvaguardare l’interesse dei cittadini e del territorio».

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