LE ANALISI EFFETTUATE DAL CORPO DELLA FORESTALE E DALL’ARPAC

Nei fiumi Calore e Sabato c’è la salmonella

I campioni prelevati hanno fatto scattare l’allarme per la presenza del batterio
27 ottobre 2009
Fonte: Il Mattino Benevento

Il Corpo forestale dello Stato, in particolare con il suo nucleo Nipaf e l’Arpac, hanno rilevato batteri di salmonella nelle acque dei fiumi Calore e Sabato. Quelli che spesso sono stati definiti, «fogne a cielo aperto» ora sono divenuti anche portatori di batteri. I risultati delle analisi ora saranno comunicati all’Asl Benevento uno e alla Provincia che dovrà adottare una serie di provvedimenti igienico sanitari. Gli stessi operatori tengono a precisare che non vi sono situazioni critiche, ma che chiaramente queste analisi fanno scattare delle necessarie misure. I controlli sono stati fatti in più punti dei due fiumi nei tratti chiaramente che attraversano il Sannio. La Forestale si è avvalsa dell’apporto degli uomini dell’Arpac. I campioni d’acqua sono stati fatti in più punti dove sono stati prelevati qualitativi di cinque litri. Poi sono stati esaminati e sono venuti fuori i batteri della salmonella. Oltre al Sabato e Calore sotto osservazione anche il fiume Isclero e il torrente Tesa nella zona di Sant’Agata dei Goti. Che i due fiumi in più punti fossero delle fogne a cielo aperto è un problema che si trascina da tempo specie nel periodo estivo. Infatti le reti fognanti finiscono nei due corsi d’acqua e gli impianti di depurazione non comprendono certo tutti gli scoli che vi sono lungo questi due corsi d’acqua. Inoltre la siccità finisce con l’aggravare la situazione. Alcuni anni fa ad esempio si ebbe un inquinamento del fiume Sabato di tale rilevanza che per più giorni si cercarono le possibili cause di quelle acque divenute scure. Poi si acquisirono degli elementi neppure certi circa l’immissione nel fiume di prodotti da una delle ditte ricadenti in territorio irpino. Più volte vi sono stati casi di moria di pesci, un altro elemento dovuto al pesante inquinamento. La stessa Provincia per problemi legati alla scarsa portata d’acqua, più volte, nel periodo estivo ha adottato il provvedimento di blocco dell’uso dell’acqua a scopo irriguo. Un provvedimento che questa volta con ogni probabilità la Provincia adotterà per evitare che i terreni agricoli coltivati lungo gli argini del fiume possono essere irrigati con queste acque. Nelle prossime ore si attendono i risultati definitivi anche per gli altri corsi d’acqua oggetto di attento esame da parte sia della forestale che dell’Arpac. «Appena avremo notizia dettagliata da parte della Forestale e dell’Arpac dei risultati delle analisi il nostro settore preposto agli inquinamenti adotterà i provvedimenti del caso» dicono all’Asl. Lo stesso accade alla Provincia anch’essa alle prese con la vigilanza sui fiumi dell’intero Sannio, e quindi sulle eventuali emergenze come in questo caso che si determinano anche sul fronte igienico sanitario.

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