L’accusa: «Un componente dell’ufficio legale dello Stato si sostituì a una collega per favorire l’accordo»

Inchiesta bonifiche, perquisita l’Avvocatura

Blitz dopo gli «avvisi» a Bassolino e Pansa. La Finanza nella sede Jacorossi. Nel mirino il contratto per il litorale flegreo
24 ottobre 2009 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Solo pochi giorni fa erano arrivati gli avvisi di proroga delle indagini. Ieri, per cinque dei nove indagati per l’inchiesta sulla gestione di fondi pubblici legati alle bonifiche dei siti della Campania da parte della Jacorossi, sono scattate le perquisizioni. I finanzieri del Comando provinciale di Napoli hanno notificato agli interessati il decreto firmato dai pubblici ministeri titolari del fascicolo, i sostituti Ettore La Ragione e John Woodcock. Un atto che naturalmente funge anche da informazione di garanzia. È stata una giornata intensa, quella di ieri, per i militari delle fiamme gialle impegnati a raccogliere dati e ad acquisire nuovi elementi per conto dell’accusa lungo un asse che va da Napoli a Roma. Nella stessa inchiesta - come aveva anticipato giorni fa «Il Mattino» - risultano indagati anche il presidente della Regione Antonio Bassolino e il prefetto di Napoli, Alessandro Pansa, sebbene non siano tra i destinatari delle perquisizioni di ieri. L’indagine dei pm La Ragione e Woodcock, coordinata dal procuratore aggiunto Francesco Greco, che coordina la sezione pubblica amministrazione dell’ufficio inquirente partenopeo - punta i riflettori su presunte irregolarità nell’affidamento alla società romana Jacorossi di interventi di bonifica lungo il litorale flegreo. Sullo sfondo resta ancora una volta l’epoca che ha segnato a Napoli e in Campania l’emergenza rifiuti. Le perquisizioni hanno riguardato - oltre alla sede della Jacorossi imprese - anche l’abitazione capitolina del presidente pro tempore della società, Ovidio Jacorossi, indagato nell'inchiesta. I finanzieri hanno poi perquisito l’ufficio dell'Avvocato distrettuale dello Stato di Napoli Giuliano Percopo presso l’Avvocatura di Stato, le abitazioni di Arcangelo Cesarano e Raffaele Vanoli, entrambi subcommissari di governo pro tempore per la bonifica dei siti inquinati; e la casa di Michele Giustozzi, vicepresidente della Jacorossi imprese. Tutti risultano indagati, con il dirigente della Regione Campania per il settore ambientale Mario Lupacchini e con Vincenzo Cocuzza, incaricato dalla Regione Campania di un parere su un atto amministrativo. I reati ipotizzati sono concorso in abuso di ufficio, falso, truffa ai danni dello Stato. Era il 2001 quando la Jacorossi stipulò nel 2001 con il governo, con il Commissariato per l’emergenza rifiuti e con la Regione Campania una convenzione per avviare una serie di interventi di bonifica dei siti inquinati lungo il litorale flegreo. In questo progetto avrebbero dovuto trovare sbocco all’interno della stessa azienda 380 lavoratori impegnati in progetti socialmente utili. Essendo sorto un contenzioso tra le parti - che reciprocamente si accusavano di inadempimenti contrattuali - sul finire del 2007 fu definito un accordo transattivo, che poneva fine alla controversia. Secondo la Procura di Napoli, quell’accordo transattivo - al quale diede parere favorevole l’avvocato dello Stato Giuliano Percopo (sostituendosi, secondo l’accusa, ad una collega che aveva un’opinione diversa) e per il quale sono ora chiamati a risponderne coloro che lo sottoscrissero - fu illecito.

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