Ex consorzi: oggi incontro al Commissariato rifiuti Si cerca di evitare lo stop delle discariche

Rifiuti, allarme per quindicimila esuberi

Ganapini: con il ciclo ordinario lavoreranno solo in novemila. Minacce di scioperi, la raccolta torna a rischio
30 settembre 2009 - Adolfo Pappalardo
Fonte: Il Mattino

Il possibile licenziamento dei 2mila lavoratori degli ex consorzi di bacino, dopo la sentenza del Consiglio di Stato che ha annullato le due ordinanze commissariali del 2001 (con cui erano stati assunti a tempo indeterminato), è solo la punta dell’iceberg di un’emergenza più vasta. Di proporzioni inaudite. «Quando, a gennaio, si chiuderà per i rifiuti la fase d’emergenza e si entrerà nel ciclo ordinario, i lavoratori campani che oggi lavorano nel comparto ambiente - spiega l’assessore regionale all’Ambiente Walter Ganapini - passeranno da 24mila a poco più di 9mila. Per oltre 15mila persone non c’è soluzione. Non ci sono più soldi e il ciclo industriale non può assorbirli». La più grande emergenza sociale degli ultimi trent’anni che rischia di far saltare i conferimenti dei rifiuti in impianti e discariche. Scioperi che rischiano di mettere di nuovo la Campania in ginocchio. E i rifiuti accatastati per le strade di Napoli fanno già capolino. L’astensione di 12 ore di lunedì dei lavoratori che rischiano il licenziamento potrebbe essere solo l’assaggio dello scenario che si ripresenterà nelle prossime settimane. Anche perché non si prospettano soluzioni per gran parte degli operai degli ex consorzi di bacino: dovrebbero essere ricollocati nelle società provinciali e comunali che si devono costituire per gestire il ciclo ordinario. «Dovrebbero passare ai Comuni ma questi ultimi se ne stanno letteralmente infischiando. Che io sappia - è sempre l’assessore Ganapini che parla - il coordinatore della missione operativa di Bertolaso, Vincenzo Gagliani Caputo, in una lettera ha fatto sapere ai responsabili del Consorzio unico Caserta-Napoli che per i lavoratori degli ex bacini, se non collocabili, può scattare il licenziamento». Nel frattempo gli ex consorzi di bacino sono pronti di nuovo a scioperare. A oltranza, questa volta. Stamattina incontreranno i vertici del commissariato all’emergenza rifiuti per trovare una soluzione. A cominciare dai 221 lavoratori che, proprio a causa della sentenza dei giudici amministrativi di secondo grado dopo un ricorso dell’ex Consorzio di bacino Napoli 1, da domani sono senza lavoro. Lunedì la prima protesta, lo sciopero di 12 ore e lo striscione choc «W i Casalesi». Polemiche a non finire da parte della Cgil e del Pdl. «A viso aperto - spiega Enzo Guidotti, coordinatore delle sette organizzazioni sindacali autonome che stanno portando avanti la protesta - continueremo a denunciare che i clan si stanno infiltrando nella raccolta dei rifiuti e gestiscono posti di lavoro riservati a noi degli ex consorzi». Il sottosegretario Guido Bertolaso ha investito il suo capo missione, Antonio Reppucci, per gestire la vertenza che rischia di essere pericolosissima: basti pensare che molti di loro furono assunti nel 2001 dopo essersi barricati nella discarica di Giugliano, l’unico sversatoio disponibile in quei mesi d’emergenza. I vertici di allora del commissariato cedettero. Si teme oggi la stessa cosa: una protesta a macchia d’olio che blocchi discariche e gli impianti degli ex Cdr. E all’orizzonte c’è solo, per ora, un piccolo progetto (ci sta lavorando la struttura di Bertolaso) per garantire lo stipendio ai 221 lavoratori licenziati. Sino a dicembre. Poi nulla. Ma a quel punto per 15mila lavoratori ci sarà lo stesso scenario.

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