Ancora bloccati i fondi per proseguire l’opera Il commissario liquidatore studia le contromosse

28 marzo 2008 - Daniela de Crescenzo
Fonte: Il Mattino

Si potrebbero allungare i tempi per la realizzazione del termovalorizzatore di Acerra dopo la decisione della Cassazione. Il tribunale del Riesame di Napoli dovrà ora valutare le somme da dissequestrare alla Impregilo, decisione che, presumibilmente, arriverà tra qualche mese. E intanto resteranno ancora bloccati i i 750 milioni di euro già sequestrati. Impregilo, d’altra parte, in questa situazione, non ha i fondi necessari per lavorare. Perciò le opere restano ferme anche se nel 2005, con la risoluzione del contratto, si stabilì che la Fibe (la società del grupopo Impregilo incaricata dei lavori) avrebbe dovuto comunque completare il termovalorizzatore. Una matassa estremamente intricata che nei prossimi giorni dovrebbe sciogliere il commissario liquidatore Goffredo Sottile incaricato di organizzare la gara per affidare la gestione dell’impianto. Impresa non facile visto che già per quattro volte il bando è andato deserto. Nel gennaio 2008 le due società che avevano mostrato interesse, la bresciana Asm e la francese Veolia, rinunciarono entrambe. Ora la decisione del governo Prodi di destinare allo smaltimento delle balle di Acerra il contributo Cp6 potrebbe creare nuovi interessi. E già l’Asia, la partecipata del comune di Napoli incaricata della raccolta dei rifiuti solidi urbani, ha più volte avanzato la propria candidatura. Discorsi vani se intanto la Fibe non termina i lavori. Restano tanti, quindi, i nodi da sciogliere per il dopo De Gennaro, come ha sottolineato ieri l’assessore regionale Walter Ganapini nel corso del consiglio che avrebbe dovuto discutere del piano dei rifiuti, ma che è stato aggiornato a oggi dopo una animata seduta. «Non voglio fare del catastrofismo, ma il rientro alla gestione ordinaria dell'emergenza rifiuti non sarà nè automatico nè liscio», ha detto l’assessore che ha auspicato la creazione di un tavolo per affrontare i problemi ancora sul tappeto e definire le rispettive competenze quando il 10 maggio De Gennaro avrà completato il suo mandato. «Il commissario sta facendo bene e il 10 maggio credo sia intenzionato a lasciare a tutti gli effetti: grazie all’esercito ha reso stabile la capacità di raccolta», ha detto Ganapini. «Stiamo tentando - ha proseguito - d’intesa con Province e Comuni di prepararci al passaggio alla gestione ordinaria. E stiamo chiedendo al prefetto Sottile, che avvenga questo affiancamento. Penso che la legge debba risolvere il dubbio di chi convoca tutti i gestori, vale a dire tutti i soggetti impegnati nella gestione della emergenza». Tante le difficoltà da superare: «C’è da risolvere il problema del trasporto. Chi condurrà i camion? C’è poi la rimessa a punto degli impianti. Chi la fara? Non spetta alla Regione, nè a De Gennaro e allora a chi? Ecco perché urge un chiarimento a breve».

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