Scandalo discarica Maruzzella, processo rinviato. Scala è già in carcere

Il verdetto dei giudici è previsto a novembre. Si indaga sulla bonifica 'taroccata'. La Maione è ancora in clinica
23 settembre 2009 - M.M.
Fonte: Interno 18 - Laboratorio di Informazione

San Tammaro - Avrebbe dovuto concludersi ieri con la requisitoria del pubblico ministero, la discussione dei difensori e la sentenza del tribunale collegiale il processo denominato “Geva”. Uno degli imputati, Rosa Anna Alba Maione aveva prodotto agli atti richiesta di rinvio del procedimento perché impossibilitata a poter assistere al processo essendo ricoverata in una clinica a Ravenna per un intervento chirurgico, secondo quanto emerso ieri nel corso dell’udienza, davanti alla seconda sezione collegio B presieduto dal giudice Luisa Toscano che, accogliendo l’istanza, ha aggiornato la causa penale al 6 novembre quando sarà emessa sentenza. Per l’accusa la bonifica della discarica Maruzzella sarebbe stata solo un pretesto per spartirsi i soldi pubblici. Lo confermerebbe il passaggio di denaro sui conti correnti di alcuni impiegati del Comune di San Tammaro, deputati a emettere mandati di pagamento nei confronti della Geva impianti, che ottenne l’appalto grazie al voto della maggioranza. E’ quanto emerse nel corso del processo dalla testimonianza resa dal maresciallo Della Vedova che svolse le indagini. Ma vanno distinte le responsabilità: Rosa Anna Alba Maione, dipendente del Comune, Giuseppe Stellato, titolare della Geva, Giacinto Campomorto imprenditore, Giovanni Serinelli, procuratore di Campomorto, e Adolfo Maria Serinelli, rispondono di peculato, insieme ai tre dipendenti comunali Lorenzo Vaiano, Alessandra Perillo e Domenico Russo, che sono stati giudicati e condannati separatamente con il rito abbreviato. Rispondono invece di abuso d’ufficio e falso l’ex sindaco Raffaele Scala, l’ex vicesindaco Emanuele Nespoli, Antonietta Russo, Angelo Di Monaco, Alessandro De Matteis, Domenico Vastante, accusati di aver approvato, il trentuno agosto del 2000, la delibera e di aver indicato una relazione dell’Utc che non sarebbe stata mai trovata, relazione che avrebbe attestato la necessità di bonificare tutto il territorio comunale. Ma l’attività di recupero ambientale della discarica Maruzzella e degli altri siti. Viene anche contestato che Stellato non era nelle condizioni di procedere al ripristino ambientale, in quanto sarebbe stato sfornito degli autocarri necessari. Annessa alla vicenda Geva, c’è anche quella relativa all’appalto per il potenziamento della rete idrica, gara vinta dalla Co.Fal costruzioni spa riconducibile a Giacinto Campomorto, ma anche in questo caso, i lavori non sono stati mai eseguiti e la stessa Co.Fal sarebbe risultata inesistente. Il maresciallo Della Vedova della polizia giudiziaria della procura di Santa Maria Capua Vetere ha indagato sul passaggio di denaro sui conti correnti. L’importo dei lavori di bonifica era inizialmente di 150 milioni di vecchie lire, lievitato a circa un miliardo. Alessandra Perillo, in qualità di responsabile dell’ufficio ragioneria del comune di San Tammaro firmò le determine di pagamento incriminate. Ingenti somme di denaro transitate anche sui conti di familiari di alcuni imputati (vedi la stessa Perillo). Secondo la procura, gli imprenditori e i dipendenti comunali si sarebbero divisi il denaro pubblico stanziato e non avrebbero svolto i lavori. Il collegio difensivo è composto dagli avvocati Vincenzo Alesci, Domenico Schiavo, Raffaele Gaetano Crisileo, Federico Simoncelli e De Stavola.

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