Pericolo per i passanti pronta una delibera urgente Corsa contro il tempo per salvare le piante nella Villa comunale

Malate tutte le palme, via all’abbattimento

Ottanta alberi di viale Augusto e viale Gramsci invasi dal «punteruolo rosso»: il Comune corre ai ripari
17 ottobre 2009 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

 Le storiche palme di Chiaia e Fuorigrotta sono ammalate e vanno abbattute. Colpa del «punteruolo rosso», il temibile insetto che si ciba dei tessuti delle piante fino a provocarne la morte. L’allarme riguarda gli alberi di viale Augusto e viale Gramsci. La delibera per il taglio dei tronchi infetti, che porta la firma dell’assessore comunale all’Ambiente Rino Nasti, è già pronta: prevede una spesa di 50mila euro e verrà approvata nelle prossime ore in giunta. Subito dopo scatteranno le operazioni di rimozione di circa 80 palme. Si partirà da viale Augusto, dove la situazione appare maggiormente critica, per arrivare a viale Gramsci. Perché tanta fretta? I coleotteri si sono moltiplicati a tempo di record e oggi non c’è più speranza di curare le piante. Bisogna dunque procedere al loro abbattimento per prevenire il rischio di caduta dei tronchi che potrebbero nuocere a persone e cose. Una soluzione estrema, ma necessaria che è stata peraltro già adottata qualche giorno fa al corso Vittorio Emanuele e nei mesi scorsi in altri punti della città. Si sta invece tentando la corsa contro il tempo per salvare le 121 palme presenti in Villa comunale: gli esperti del Servizio fitosanitario regionale, con il supporto del ministero della Salute, hanno infatti avviato specifici trattamenti con potenti antiparassitari che stanno parzialmente arginando la diffusione del «punteruolo rosso». Interventi del genere avrebbero potuto essere eseguiti altrove? «Purtroppo in altre zone i danni provocati dagli insetti non hanno permesso di adottare rimedi efficaci - spiega Nasti - Siamo di fronte a una vera e propria invasione di questi coleotteri che provengono dai Paesi arabi e hanno trovato terreno fertile in molte regioni del Mezzogiorno e d’Europa. Occorre dunque individuare al più presto una cura efficace oppure tutte le nostre palme sono destinate inevitabilmente a morire». Ma a Napoli la sfida cruciale riguarderà la scelta degli alberi che dovranno prendere il posto delle palme abbattute: a Palazzo San Giacomo si sta ragionando sul da farsi d’intesa con la Soprintendenza poiché si tratta di strade interessate dal vincolo storico. «Alcune misure sono previste nel piano di riforestazione finanziato dalla Regione Campania con 450mila euro - chiarisce l’assessore all’Ambiente - Grazie a questo progetto, già operativo, riusciremo a piantare in molte zone del capoluogo partenopeo 1.700 nuovi alberi. Si tratta del più grande intervento del genere in città dal dopoguerra a oggi. Siamo inoltre in prima linea nella ricerca, grazie anche al contributo del ministero dell’Agricoltura iracheno e dell’Università di Bari». Non mancano le critiche al governo per gli scarsi fondi destinati all’ambiente: «L’esecutivo Prodi aveva destinato al comparto 50 milioni di euro all’anno fino al 2010. Ma il governo Berlusconi - dice Nasti - li ha cancellati dirottando le risorse altrove. Se avessimo avuto quei soldi, avremmo potuto risolvere tanti problemi».

Powered by PhPeace 2.6.4