Quattrocento richieste al giorno per rimuovere gli imballaggi L’assessore: troppi napoletani non si rivolgono al call center

Rifiuti in strada, incendi e proteste

Allarme ingombranti, trenta roghi nella notte. L’accusa: aumenta la Tarsu ma anche il disservizio
11 ottobre 2009 - Luigi Roano
Fonte: Il Mattino

Spazzamento a quota quasi zero, cassonetti pericolosamente pieni nelle periferie e gli ingombranti che fanno parte dell’arredo urbano. I rifiuti - nella sostanza - tornano a essere un incubo ricorrente che si abbatte su Napoli. E non solo. Perché anche nella provincia del capoluogo i comuni cominciano a precipitare in quella che sembra essere l’anticamera dell’emergenza. Il numero dei roghi, circa una trentina, è la spia del malessere che comincia a serpeggiare tra la gente. A Soccavo periferia occidentale le fiamme hanno lambito le auto sulla Tangenziale. Perché di nuovo avvisaglie di crisi? Molteplici le ragioni e Napoli è crocevia di tutte. Il 31 dicembre - per esempio - cessa lo «stato d’emergenza». Palazzo San Giacomo dovrà provvedere autonomamente al servizio. Non è campata in aria l’indiscrezione che vuole una città un po’ sporca per tenere inchiodato a Palazzo Salerno il sottosegretariato rifiuti che risolva i problemi per qualche altro mese ancora. I dati parlano chiaro la capacità di smaltimento è ottimale: a fronte di una produzione regionale giornaliera di 5500 tonnellate, la capacità di conferimento in discarica è pari a 7000 tonnellate. Potenzialità che può arrivare a 10mila tonnellate al giorno. A questo va aggiunto il lavoro del termovalorizzatore di Acerra che brucia circa 2000 tonnellate di spazzatura al giorno. Perché allora i rifiuti restano in strada? Perché le aziende competenti non riescono a fare il loro lavoro. Per quanto riguarda Asìa si profila un problema politico e un altro di gestione finanziaria. L’assessore Riccardo Realfonzo, con la delega al Bilancio e alle aziende comunali, è finito nel mirino perché lo stato maggiore di Asìa non ritiene la sua azione incisiva. A questo si somma la stangata che il Comune ha dato ai napoletani aumentando la Tarsu del 60 per cento senza che le strade siano più pulite. Sotto l’aspetto finanziario - fanno notare dal quartier generale dell’azienda - se è vero che formalmente non sono stati fatti tagli ad Asìa che per il servizio reso incasserà 170 milioni. È anche vero però che non sono stati aggiunti i necessari fondi per pagare gli stipendi agli oltre 300 neoassunti dei bacini. Una decina di milioni che verranno sottratti al già zoppicante servizio. In una situazione così complicata l’assessore competente Paolo Giacomelli si appella ai napoletani per la questione degli ingombranti. Si tratta dell’abbandono in strada di tavoli, sedie, materassi, mobili, elettrodomestici senza preoccuparsi del loro smaltimento. Secondo Giacomelli è colpa dei napoletani: «L’Asìa - spiega ancora l’assessore - ha istituito un call center che raccoglie richieste e fissa l’appuntamento per il ritiro gratuito degli ingombranti da smaltire. Purtroppo nonostante il numero di richieste sia aumentato, siamo a circa 400 al giorno, vi sono ancora persone che scaricano il materiale senza chiamare il servizio gratuito 800161010». Se per gli ingombranti il Comune può giustificarsi contando su qualche napoletano che non rispetta le regole, resta aperto il nodo dello spazzamento e della pulizia delle strade. Così le strade diventano discariche a cielo aperto. E se si considera che a breve potrebbe scoppiare l’epidemia dell’influenza suina il cui antidoto principale è la pulizia, l’inverno per i napoletani si annuncia sotto cattivi auspici. La buona notizia arriva del centro della città dove fanno la comparsa finalmente i contenitori per la differenziata. «Ma non siamo al porta a porta - sottolineano da Asìa - in centro ci vorrà ancora qualche mese».

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