Inchiesta Rompiballe, Md attacca il procuratore

6 ottobre 2009 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Dura presa di posizione da parte dell’esecutivo distrettuale napoletano di Magistratura democratica nei confronti della recente decisione di chiedere l’archiviazione - nell’ambito dell’inchiesta denominata «Rompiballe» - per alcuni indagati (tra i quali l’ex prefetto Catenacci, il capo della Protezione civile Guido Bertolaso e per il prefetto Alessandro Pansa). Decisione che reca la firma del procuratore Giovandomenico Lepore e del sostituto Maurizio De Marco. «Alla luce della recente notizia relativa alla richiesta di archiviazione avanzata dalla Procura della Repubblica di Napoli nei confronti di alcuni funzionari pubblici indagati nel procedimento relativo ad ipotesi di illecita gestione del sistema di smaltimento dei rifiuti nella Regione Campania - si legge in una nota diffusa ieri dal segretario Alfredo Guardiano - Magistratura democratica rimarca, ancora una volta, la situazione di anomalia che si fonda sulla irritualità della revoca del provvedimento di assegnazione del processo agli originari titolari delle indagini, Sirleo e Noviello, il cui indiscutibile valore professionale merita tutta la nostra solidarietà». «Tale richiesta - si legge - non è stata formulata dai sostituti Noviello e Sirleo, originari titolari delle indagini, oggetto di un provvedimento di revoca del procuratore della Repubblica non adeguatamente motivato, secondo le valutazioni del CSM del 5 maggio 2009, e comunque contrario alle vigenti disposizioni interne della Procura. Le motivazioni della revoca, necessarie per sostituire il pm inquirente, non risultano ad oggi ancora formulate. Md definisce «irrituale» la revoca del procedimento e «stigmatizza l’anomala situazione processuale scaturita dalle successive determinazioni adottate, in contrasto con quelle già espresse in relazione ad altre persone attualmente imputate nel dibattimento innanzi al Tribunale. Ciò rischia di alimentare una oggettiva immagine di incertezza nell’esercizio dell’azione penale, sul versante interno e su quello esterno della Magistratura, creando ulteriore sfiducia nella capacità delle istituzioni giudiziarie di dare adeguata risposta ai fenomeni criminali». Immediata la replica del procuratore Giovandomenico Lepore. «Sono molto dispiaciuto - dichiara al «Mattino» - per questo documento che riapre una brutta ferita. Non aggiungo altro, ma mi riservo di replicare nelle sedi opportune».

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