«Sui termovalorizzatori la Regione frena Ganapini è troppo abituato alle realtà del nord»

«Strade pattumiera c’è troppa inciviltà»

Bertolaso: serve una svolta culturale. Scioglieremo 4 Comuni
26 settembre 2009 - Gerardo Ausiello
Fonte: Il Mattino

«Gli sversamenti illegali di rifiuti affondano le radici in un problema culturale. È sulla coscienza e sulle abitudini dei napoletani che bisogna continuare a lavorare». Una copia del Mattino con le immagini della città di nuovo sporca è sulla scrivania del sottosegretario Guido Bertolaso, che riunisce i suoi collaboratori e mette a punto la controffensiva. Com’è possibile che l’immondizia sia tornata in strada? Napoli rischia davvero un’altra emergenza? Il capo della Protezione civile non si sottrae agli interrogativi e affronta il problema con impegno e determinazione.
In molti punti della città si rivedono gli ingombranti.
«Si tratta, purtroppo, di un vizio difficile da estirpare. Diciamolo francamente: in certe regioni italiane persiste l’abitudine a considerare il bene pubblico come bene di nessuno. Non credo che chi getta un frigorifero in strada, taccia io stesso con carte e mozziconi di sigaretta nel salotto di casa propria. È chiaro, dunque, che bisogna lavorare sull’informazione: basta infatti chiamare il numero verde dell’Asia per smaltire facilmente gli ingombranti. Non è una questione strutturale o organizzativa, ma culturale».
Il suo governo ha varato una legge che prevede l’arresto per chi sversa illegalmente. Pensa che i controlli vadano potenziati?
«In quest’anno le forze dell’ordine hanno svolto un lavoro molto positivo concentrandosi giustamente sui trasgressori professionali, ovvero su coloro che hanno trasformato i rifiuti in business. Mille persone sono già state arrestate, anche se poi in certi casi i giudici competenti non hanno convalidato l’arresto perché il trasgressore ha confessato di non essere a conoscenza della norma. Ma la legge è uguale per tutti, non ci sono scuse. È chiaro che diventa più difficile arrestare il semplice cittadino che deposita un ingombrante in strada senza autorizzazione».
Come procede l’iter per i termovalorizzatori di Napoli e Salerno?
«Per Napoli la giunta regionale sta per concedere i suoli al Comune. A Salerno è necessario trovare il giusto equilibrio fra la determinazione del sindaco, che è stato promotore dell’iniziativa, e le legittime esigenze della Provincia di avere un ruolo nel progetto. La prossima settimana si terrà un vertice a Roma per trovare una solluzione in grado di soddisfare tutti».
A Santa Maria La Fossa, invece, si registra uno stallo, anche per le resistenze dell’assessore Ganapini.
«Qualche mese fa l’assessore Ganapini ha prodotto un documento in cui praticamente i termovalorizzatori, fatta eccezione per Acerra, non esistono e vengono considerati inutili. Lui è un ottimo ambientalista, però ha lavorato soprattutto al Nord e ragiona come se qui la differenziata fosse al 50%. Certamente bisogna essere ottimisti ma al tempo stesso consapevoli che Napoli, e questo è in parte un fatto positivo, non è la Svizzera. Temporeggiare significa commettere un grave errore».
Cosa risponde ai comitati di Acerra che parlano di emissioni nocive?
«Abbiamo tre centratine che rilevano la presenza di tutte le sostanze nell’aria in una zona dove insistono fabbriche, auto e altri fattori inquinanti. I livelli di pm10 erano stati superati anche prima della costruzione del termovalorizzatore. Chi oggi lancia accuse del genere dice il falso, alimenta pregiudizi e porta avanti battaglie ideologiche. Fra qualche settimana renderemo pubbliche le emissioni del camino. Non si può strumentalizzare la verità».
Napoli ha raggiunto il 18% di raccolta differenziata, però non mancano le difficoltà.
«L’Asia sta compiendo uno sforzo considerevole e ha avuto da parte nostra il massimo sostegno possibile. Da un lato l’azienda deve continuare in questa direzione rendendo il sistema più efficiente e dall’altro è necessario sensibilizzare i cittadini. Ogni napoletano deve fare la propria parte».
Undici Comuni rischiano il commissariamento proprio perché inadempienti sulla differenziata. A che punto è la procedura?
«Alcuni di questi Comuni si sono finalmente svegliati perché hanno capito che facevamo sul serio e ora sono sotto osservazione. Altri quattro sono recidivi: in questo momento sto scrivendo al ministro dell’Interno per chiederne lo scioglimento. Appena mi risponderà, svelerò quali sono».
Lunedì è in programma uno sciopero dei lavoratori degli ex consorzi. A che punto siete con il passaggio di consegne? «Innanzitutto voglio ringraziare i lavoratori che hanno dimostrato grande serietà e tanta pazienza. Siamo a buon punto per Caserta, Avellino e Benevento; su Salerno c’è appunto da sciogliere il nodo del termovalorizzatore mentre a Napoli il nuovo presidente della Provincia ha già designato un magistrato come suo rappresentante in questo percorso. A ottobre scatterà la fase conclusiva e siamo determinati a rispettare questa scadenza».
Sei milioni di ecoballe sono sparse per la Campania. Come smaltirle?
«Quest’anno, finalmente, il numero delle ecoballe non è aumentato e questo rappresenta già un fatto significativo. Restiamo comunque convinti che l’unica strada possibile sia quella di costruire un piccolo impianto a Santa Maria La Fossa dove bruciarle gradualmente».
Fra tre mesi la Campania tornerà ai poteri ordinari. E preoccupato?
«Lasciamo la regione in una situazione di grande tranquillità. Il dovere delle autorità locali sarà quello di portare avanti questo percorso virtuoso assumendosi le proprie responsabilità. Nei prossimi anni, infatti, la loro credibilità si misurerà soprattutto sui rifiuti».

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