Gli inquirenti dispongono analisi anche sui fondali Sequestrati due quintali di pesce e frutti di mare

L’estate di Capri: più controlli dopo lo sfregio

Nas e Arpac in azione: prelievi nella Grotta Azzurra, multe a ristoranti e lidi. Lepore: ora pene esemplari
22 agosto 2009 - Giuseppe Crimaldi
Fonte: Il Mattino

Capri. L’isola nella morsa dei controlli. Sollevato il coperchio del malaffare ambientale - vero o presunto che sia, lo stabilirà la magistratura - scocca l’ora delle verifiche. Ieri mattina nuove indagini, da parte dell’Arpac e dei carabinieri del Nucleo antisofisticazioni, che hanno battuto palmo a palmo l’isola azzurra. Da Capri a Anacapri, una interminabile giornata di blitz. Come in una partita a scacchi, accusa e difesa si scrutano e studiano le mosse che potrebbero portare alla fine dell’incontro. Possibilmente con uno scacco matto. Archiviato il caso «Bagni di Tiberio», con il suo surreale scenario di fondo, ora si guarda al prossimo appuntamento: il processo sullo sfregio ambientale delle acque della Grotta Azzurra. A tre giorni dall’udienza in Tribunale che dovrà giudicare Salvatore Guerriero e Salvatore Criscuolo, la Procura di Napoli ricompone le tessere di un complesso mosaico investigativo. Lavorano senza sosta i carabinieri delle stazioni di Capri e Anacapri, sotto il coordinamento del capitano Massimo Di Bari, che dirige la compagnia di Sorrento. Al vaglio dei militari, in queste ore, ci sono i documenti della «Ecology srl», la ditta di espurghi di Castellammare di Stabia i cui operai vennero colti poco prima dell’alba di domenica 16 agosto mentre scaricavano in mare decine di litri di liquami prelevati poco prima da alcuni alberghi e ville di Anacapri. Questo, almeno, è quello che sostiene l’accusa. «Incongruenze» sui documenti di carico e scarico: questa è la sola conferma che trapela dal fitto riserbo degli investigatori. È presumibile ritenere dunque che all’arco della Procura possano presto arrivare nuove frecce; nuovi elementi in grado di dimostrare la penale responsabilità dei due operai della «Ecology» (entrambi arrestati, si trovano ora ai domiciliari). Se questo è vero, la posizione della ditta che ha sede a Castellammare di Stabia e che da tempo presta la propria opera nei Comuni di Capri ed Anacapri nell’ambito dei servizi di raccolte dei rifiuti solidi urbani potrebbe ulteriormente aggravarsi. In aula, martedì, ci sarà il sostituto procuratore Bisceglie, uno dei magistrati più esperti in materia di tutela ambientale in servizio presso la sezione Ecologia, coordinata dal procuratore aggiunto Aldo De Chiara. «Se le responsabilità penali verranno accertate - dichiara al Mattino il procuratore di Napoli Giovandomenico Lepore - allora è giusto pretendere pene esemplari. Per troppo tempo sono mancati i controlli, e oggi siamo in piena emergenza. A Capri, come a Ischia e a Procida. La cosa che sconvolge è che le indagini stanno dimostrando che a inquinare sarebbero poi quelle stesse persone che hanno un’attività imprenditoriale in zona. E che. Invece di rafforzare la tutela dell’ambiente, l’attaccano in maniera così spregiudicata». Dal canto suo, però, anche la difesa dei titolari dell’azienda di espurghi si prepara all’appuntamento di martedì in Tribunale. I vertici della «Ecology» promettono battaglia legale. Sostengono di aver sempre rispettato alla lettera le norme e i regolamenti ambientali. E rilanciano: «Saremo in grado di dimostrare che il carico di liquami sversati, secondo l’accusa, nelle acque della Grotta Azzurra si trova ancora all’interno del furgone autoclave posto sotto sequestro dall’autorità giudiziaria». Ma la morsa dei controlli sull’isola azzurra non si allenta. Ed, anzi, si fa sempre più stringente. Ieri mattina sono arrivati i tecnici dell’Arpac e i militari del Nas, i carabinieri della salute. L’Arpac ha eseguito prelievi sia in mare che sul costone prospiciente la Grotta Azzurra, alla ricerca di campioni capaci di dimostrare la presenza di liquami sversati. In azione anche i carabinieri del Nas di Napoli. Al termine di una serie di controlli finalizzati alla vigilanza sulla sicurezza alimentare, hanno sequestrato due quintali di alimenti: carne, pesce e dolci che erano tenuti in cattivo stato di conservazione in uno stabilimento balneare di Gradola, Comune di Anacapri. A Capri, a Marina Piccola, invece, i militari guidati dal capitano Roberto Vergato hanno chiuso la cucina di un ristorante, il Webber, per carenze igienico-sanitarie.

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