Liquami, rifiuti e pozzi neri sfregiate le bellezze naturali

Il sindaco: linea dura contro chi viola le regole
21 agosto 2009 - giu.cri.
Fonte: Il Mattino

Capri. «No. Non ci credo, mi dica che è uno scherzo». Edwige Fenech è appena rientrata da un viaggio in barca nel Mediterraneo. Non c’era Capri nel suo itinerario, ma Capri resta da tempo nel suo cuore. E quando apprende dell’ultimo sfregio inferto all’isola azzurra dalla mano dell’uomo, ci resta male. Anzi, malissimo. «Resto francamente stupita da queste notizie - aggiunge - Prima i liquami sversati da Anacapri sulla Grotta Azzurra, ora Capri con uno dei suoi tratti di mare più belli trasformati in discarica per il vetro... Non ci sono parole per commentare simili scempi». E tuttavia, sostiene la Fenech, non bisogna fare d’ogni erba un fascio: «Ho tanti amici capresi e anacapresi, gente perbene e rispettosa della natura». Esterrefatta resta anche Serena Autieri, legata a doppio filo all’isola azzurra, che ama e frequenta. «Mammamia, che estate - commenta riferendosi al micidiale uno-due che Capri e Anacapri sono state costrette a subìre in soli pochi giorni - Non so proprio che dire... Qui non siamo di fronte a semplici episodi di maleducazione. C’è molto di più; ma voglio anche aggiungere che sarebbe sbagliato generalizzare». E adesso? Come si ricostruisce l’immagine della Capri ferita da incuria e atti vandalici? «Speriamo solo che ora si riesca a recuperare e a superare questi episodi dolorosi. Tutti devono rimboccarsi le maniche e fare la propria parte, a cominciare dai capresi e anacapresi». Amareggiato è ovviamente anche il sindaco Ciro Lembo. Com’è potuto accadere quest’ultimo episodio? «Non riesco a immaginare altro se non un comportamento scellerato frutto di stress da lavoro», risponde il primo cittadino di Capri, riferendosi all’arresto di Carlo De Martino, personaggio molto conosciuto dagli isolani e dai turisti. Promette assoluta intransigenza per i responsabili dei reati ambientali, Lembo. «Mi auguro che ci siano pene severe e provvedimenti esemplari - prosegue riferendosi al caso dello sversamento dei liquami nella Grotta Azzurra - per chi ha recato un danno incalcolabile per l’isola». Poi si sofferma sulla più paradossale delle beffe. «Capri - conclude - è il primo Comune in Campania, quanto alla raccolta differenziata del vetro. E oggi si ritrova sulle prime pagine di tutti i giornali per un caso isolato, quello di un concittadino che la “differenziata” la faceva direttamente a mare...». Scendono in campo anche Adusbef e Federconsumatori. Chiedono che sia sanzionato pesantemente il titolare dello stabilimento balneare di Capri, sorpreso a scaricare rifiuti in mare. «Non siamo solo indignati - dicono le associazioni in una nota a firma dei presidenti Elio Lannutti e Rosario Trefiletti - ma siamo anche stanchi che questi veri e propri attentati contro l’ambiente e la sicurezza dei cittadini non abbiano mai un trattamento sanzionatorio penale e civile adeguato». «Ci chiediamo - concludono - come mai chi inquina l’ambiente o il cibo non sconti mai qualche tempo nelle patrie galere; o come mai non si tolgano licenze e concessioni. Anche in questo caso, la domanda che giriamo alle istituzioni è: cosa si fa in merito alla concessione dello stabilimento il cui proprietario ha compiuto tale mascalzonata?»

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